30/06/2009
19:13

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ABUSIVI

Tre giorni fa lamorachevola era a casa da sola. Supertechman era fuori per lavoro e non tornava a dormire.

Quella notte di tre giorni fa, un temporale devastante si è abbattuto su Milano, mentre lamorachevola stava chattando con un ex collega.

All'improvviso un rumore secco, come di una frustata, ha invaso tutto il cortile, accompagnato da una luce folgorante che sembrava volesse entrare a forza dalla finestra.

Un tuono assordante si è scatenato subito dopo... e lamorachevola non poteva più chattare. Un fulmine aveva colpito il suo modem e lei era stata isolata dal mondo.

Neanche Supertechman, al suo rientro, ha potuto nulla contro questa forza della natura.

Da tre giorni a casa STM si attende la "chiamata" del tecnico Telecom e ci si collega abusivamente a una rete wi-fi non protetta, che occasionalmente compare tra quelle selezionabili.

22/06/2009
00:16

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Il Paese delle Banane... visto dal taxi!

Prendere un taxi a Milano significa immergersi nella vita vera.
Dalla metropolitana o dalla propria auto, la città appare europea, all'avanguardia, frenetica e lavoratrice. Dall'interno di un taxi le prospettive si capovolgono e si diventa parte dell'universo osservato dal taxista.

Il taxista di questa sera guidava una uno o forse una punto bianca. Aveva un navigatore da 80 euro, un nokia di qualche tempo fa e parlava alternando alla sua costernazione qualche bestemmia.

taxista: "Scusa se ti dò del tu, eh?"

lamorachevola: "nessun problema"

taxista: "la domenica sera a Milano è un disastro!! guarda, io ho girato tutta Europa eh? e non c'è neanche una nazione in cui alle stazioni si arrivi con la macchina privata!!! qui no! qui tutti in stazione ... e poi provi a chiedere perché i taxi non ci sono mai!! perché-siamo-in-mezzo-a-sto-traffico!!! Qui stanno a parlare di satellite, digitale, tecnologia... ma vengano a vedere come sono messe le nostre stazioni.... come sono messi i treni!!! mio fratello abita a Cremona, fa i turni di notte e da quando prende il treno è cam-bia-to, cazzo! perché sono in ritardo, sono sporchi, sono tutti ammassati come animali e poi nei suoi orari i treni non sono abbastanza"!
taxista: "no no... qui non c'è niente da fare... siamo il paese delle banane!!! te lo dico io... mia mamma ha lavorato 25 anni e oggi prende una pensione da 500 euro al mese e ne paga 450 di affitto... fortuna che ha fatto 3 figli che le danno da mangiare!!! e poi trovi gente come quella che ho preso su oggi: due donne che non hanno fatto altro che parlare del grande fratello!!! e di quello che ha fatto così e cosà... ma dove cazzo siamo, dove??? ma si può che non si parli d'altro??? io ho dovuto pagare 500 euro di riscaldamento autonomo perché mia suocera era malata e stava a casa mia... figurarsi se mi prendo il televisore al plasma o se mi metto a guardare il grande fratello!!! ma per piacere!!! la gente è malata: io guarda: ho un navigatore da 80 euro, quando alcuni colleghi hanno un cruscotto che sembra una plancia d'aereo!!! E poi oggi ho preso su un'altra che l'ho portata fino a Legnano e per un'ora (un'ora!!) è stata al telefonino... e mi vuoi bene, e quanto mi vuoi bene... sembrava la pubblicità!!! come si fa, dico io?? come si fa??? io guarda: ho un telefonino... e lo uso solo per le emergenze, non per le cazzate... che poi abbiamo arricchito vodafone, tre e tutte le compagnie telefoniche!!!"

lamorachevola: "beh, c'è gente che non ha il senso della misura!"

taxista: "ma fosse solo il senso della misura... qua c'è gente che non ha capito niente dalla vita! oggi ho preso su uno che mi ha detto che non andava a votare perché tanto a lui non gliene fregava un cazzo perché i politici prendono troppi soldi! ma razza di un pirla!!! ma se sono tutti come te le cose non cambiano mai!! gli ho detto: 'uè, guarda che si ti te va no a vutà, quel i soldi i ciapa istès!'... la gente non si rende conto!!!"

lamorachevola: "in effetti, votare è un diritto..."

taxista: "brava!!! io sono andato stamattina alle 8 e mezza! e l'anno scorso quando sono stato in Val d'Aosta e c'erano le elezioni regionali... lì tutti sono andati a votare perché volevano sapere chi li governava, cazzo!!! E poi c'è anche da dire che per queste elezioni abbiamo buttato via un sacco di soldi!!! che cazzo è il ballottaggio??? da nessuna parte al mondo si va al ballottaggio! si te vinci ben, si no a cà e fora di ball!!! solo in Italia queste cose... l'ha detto bene un signore sull'ottantina molto brillante che ho preso su oggi: questo è un paese incurabile!!! ... eccoci qua: arrivederci, signora... è stato un piacere. Buona serata... e buona vita!".

20/06/2009
01:27

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Come sono cambiati i giovani degli Anni 80

I ragazzi degli anni Ottanta andavano al cinema per vedere Il tempo delle Mele e La febbre del sabato sera; andavano ai concerti -con i genitori che li aspettavano fuori dagli stadi- per cantare le canzoni dei Duran Duran o degli Spandau Ballet. Qualcuno un po' più punk -e coi genitori più permissivi- si tingeva i capelli, metteva la matita nera agli occhi, lo smalto alle unghie e si vestiva di nero, affascinato dal look suggerito da Dave Gahan, il sexyssimo cantante dei Depeche Mode.

Peccato che Gahan sia rimasto sexyssimo, mentre i suoi presunti sosia siano invecchiati malissimo: c'è chi ha mantenuto il capello lungo, ma grigio o viola, chi ha tagliato il capello, ma ha la panza, e chi il capello l'ha perso per sempre.

Il panorama umano che ha contraddistinto il concerto dei Depeche Mode era oltremodo omogeneo: trenta-quarantacinquenni (qualcuno sotto questa fascia, invasato come se i Depeche fossero idoli per ragazzini), professionisti sbragati e vestiti di nero, possibilmente somiglianti al cantante, o convinti di questo. Le donne -abbigliamento tendenzialmente scuro- erano accompagnate da partner che nel corso del concerto sarebbero rimasti a petto nudo e braccia alzate... un tocco di classe.

L'altra sera lamorachevola, dopo essere stata schiacciata dalla calca della gente che voleva entrare in massa da un'ingresso largo come uno spioncino, si è trovata sul prato di San Siro a cantare a squarciagola WWWRRROOOONNNNGGG, la canzone che ha aperto il concerto. Il colpo d'occhio dello stadio strapieno di gente è stato formidabile.

Di lì a saltare per due ore, sudare peggio che nella sauna, in un carnaio senza un filo d'aria, in mezzo a gente seminuda, che grazie alle proprie consumazioni le ha permesso di fumare gratis per un anno, il passo è stato breve.

lamorachevola ha cantato, saltato, ballato, applaudito, socializzato. E oggi era morta!

18/06/2009
02:21

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Energetic birthday

Come è noto, lamorachevola è a dieta. E' altresì noto che oggi (ormai ieri) era il suo compleanno. Non avendo programmi particolari, supertechman e lamorachevola hanno deciso di condividere il compleanno di lei con i festeggiamenti da anniversario di matrimonio di una coppia di amici. Location: un ristorante di Milano.

lamorachevola, supertrendy salutista e alla moda, ha consumato una cena vegetariana in un ristorante Hare Khrishna (il Govinda), dove le hanno portato una decina di assaggini di cose diverse che includevano verdure (ovviamente), riso, farro, yogurt e cioccolato bianco, accompagnati da carcadè aromatizzato con chiodi di garofano e cannella, per chiudere con una tisana alla pesca.

Nel corso della serata ha parlato di immigrazione più o meno clandestina, di asilo politico, di gnomi di montagna, gnomi delle caverne e ha ricevuto in dono il testo di una leggenda che, letto in pubblico, mantiene in vita le fate.

Durante la giornata era stata presa in ostaggio per un corso sul marketing durato 9 ore con un break in pausa pranzo: giusto il tempo di ricevere in regalo un testo sui vangeli apocrifi.

Ha risposto a telefonate e messaggi di auguri via cellulare e via web, tra cui quello di colleghi spagnoli che l'hanno sgamata su Facebook.

Domani andrà al concerto dei Depeche Mode a San Siro, di cui ieri (ieri!) ha acquistato i biglietti... e ora, alle 2 e 20 del mattino, sta scrivendo un post. 

Guai a chi dice che a una certa età si perdono le energie.

17/06/2009
01:17

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Auguri col botto!

Lamorachevola ha raggiunto un'età in cui deve cominciare a fare sul serio. Per ogni minuto di sonno mancato le può spuntare una ruga. Per ogni piccolo sforzo, rischia uno strappo muscolare. Per ogni minimo spavento le si può scatenare la tachicardia, quando non l'infarto.

Allo scoccare della mezzanotte Lamorachevola ha annunciato il suo compleanno su GTalk, su Facebook , su tutto il panorama 2.0 e si accingeva a farlo anche qui quando... SSSDDDEEEENNNGGG!!! Un rumore sordo seguito da improperio soffocato le giungeva all'orecchio dal corridoio. Pensando a un tentativo di intrusione, a un'invasione di zanzare sanguinarie o a un malore di Supertechman, lamorachevola dalla camera da letto ha urlato: "cos'è stato?"

supertechman: "no, niente... (porc... putt...)

lamorachevola: "cosa si è rotto?"

supertechman: "è che ho aperto il mobile, estratto il faldone, che uscendo ha spinto l'anta, che poi ha urtato il vaso, che ha pigliato il portaombrelli..."

lamorachevola: "che al mercato avevamo comprato (per 90 euri!!!)"

lamorachevola si sposta in corridoio per constatare i danni: il vaso portaombrelli cercato con minuziosa cura 7 anni fa è andato in frantumi ed è irrecuperabile.

supertechman raccoglie i mille pezzi di vetro mesto mesto, li caccia nel sacco della differenziata, e dopo una decina di minuti raggiunge lamorachevola.

supertechman: "tanti auguri amore... volevo farteli allo scoccare della mezzanotte, ma purtroppo..."

A una certa età sorprese di questo genere possono generare scompiglio, disordine mentale e attacchi di panico. Quindi, per motivi di salute, lamorachevola vorrebbe far presente da subito che per i 40 gradirebbe qualcosa di più soft.

15/06/2009
00:15

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BBQ and the City

La Metro è un luogo di perdizione.

E' un cash&carry in cui possono entrare solo "gli imprenditori", che, in base al tipo di attività che svolgono, possono scaricare l'iva dei beni che acquistano. In particolare, se sono ristoratori, per esempio, possono acquistare beni alimentari in quantità, con un risparmio considerevole. Il vantaggio è notevole quando si acquistano quantitativi industriali, sui quali il ribasso è davvero significativo.

Da sempre lamorachevola subisce il fascino di questo luogo, dove le confezioni più piccole di un qualunque articolo comprendono almeno 10 pezzi, proprio come nei supermercati americani, dove il vasetto di yogurt può arrivare a pesare 5 chili! Alla Metro ci sono i bidoni di Nutella, le forme di grana e i prosciutti interi, i rotoli di carta igienica che non finiscono mai e sacchi di farina che il Mulino Bianco se li sogna.

Ora, un mese fa esatto lamorachevola ha deciso di mettersi a dieta ed è dunque costretta a consumare quantitativi esigui di qualunque alimento che non sia erba. E oggi che Supertechman ha avuto la bella idea di andare alla Metro, potete immaginare quale attrazione magnetica questo grande ipermercato possa aver esercitato su di lei.

La vertigine da acquisto l'ha indotta a comprare un dispenser di ketchup da 100 bustine (il ketchup nella dieta è libero), una confezione di funghi al naturale con cui potrà sfamare se stessa e le prossime generazioni per mille anni, una cassa di pomodorini ciliegia con cui ha letteralmente riempito tutto (tutto!) il frigo e due rotoloni asciugatutto, ciascuno largo quanto il ripiano della cucina.

Dal momento che è a dieta, lamorachevola deve stare attenta non solo a ciò che mangia, ma anche a come lo cucina: al forno, alla piastra, alla griglia. E quando oggi alla Metro ha visto la "carbonella monouso" non ha saputo resistere alla tentazione di fare il "barbecue".

Lamorachevola bambina viveva in un paesello di duemila anime, in una casa di duecento metri quadri, con giardino e cucina esterna dotata di camino, in cui la nonna bruciava la legna e cucinava la carne ai ferri. Un passato rustico e agreste che oggi, rinchiusa al primo piano di un condominio, nella città più frenetica d'Italia, un po' le manca. La Metro, moderna "Madeleine" proustiana, le stava offrendo quindi la possibilità di fare un tuffo nel passato.

Così, trascurando il fatto di vivere al primo piano di un condominio in cui gli anziani la fanno da padrone, affacciata su un palazzo in cui ha sede un'associazione convinta che Gesù sia giapponese, e sicura che un po' di carbone dentro a una vaschetta della Domopak non potesse nuocere a nessuno, lamorachevola ha acceso il fuoco sul balcone ed è andata in cucina a preparare il contorno, finché Supertechman non l'ha chiamata, dicendole di portare la carne.

Arrivata serena sul balcone, come la migliore delle casalinghe disperate, lamorachevola, una volta affacciatasi, avrebbe voluto chiudersi in casa per l'imbarazzo: si era levata una bella brezza estiva e quella maledetta graticola stava affumicando tutto il vicinato. Ormai però non poteva tirarsi indietro. Messa la carne sulle braci, ha pregato affinché si cuocesse in fretta, terrorizzata all'idea che qualcuno si affacciasse e la insultasse per il tanfo che stava diffondendo e che, nonostante i suoi sforzi per arginarlo, stava entrando irrimediabilmente negli appartamenti dei suoi vicini di casa. Sentendo un sonoro starnuto dalla casa di fianco, Supertechman, per tenere viva la tensione, ha esclamato: "sarà il fumo!". E a cottura ultimata, ha concluso:  "bene... dopo questa prova brillante, domenica prossima possiamo andare con i filippini all'Idroscalo!".

(per chi non fosse di Milano: l'Idroscalo è un bacino artificiale che spesso viene definito "il mare di Milano". In estate, fino a qualche anno fa, i milanesi andavano qui a prendere il sole. Oggi, soprattutto di domenica, molti -in gran parte stranieri - vanno all'Idroscalo con la famiglia e si fanno il barbecue. Un puzzo terrificante che poi ti porti fino a casa!)

05/06/2009
18:52

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Trabouler à Lyon

E infine Lione.
Ero già stata a Lione, per lavoro. SuperTechMan non l'aveva invece mai vista.

La distanza tra Bordeaux a Milano è pressoché la stessa, sia che si passi per la Costa Azzurra, sia che si scelga di arrivare a Lione ed entrare per Modane e il Fréjus. La grossa differenza, avremmo scoperto purtroppo troppo tardi, è il prezzo: il Fréjus, sola andata, costa più di 33 euro!!! E ho il sospetto che, nonostante la tragedia sfiorata qualche anno fa, il traforo non sia mai stato migliorato... quindi, soldi buttati! Ma lasciamo da parte la vena polemica. Oramai era deciso. Avremmo visitato Lione. 

Me la ricordavo un po', ma c'era una cosa che in quella circostanza non avevo fatto: trabouler! (leggi trabulé)

"Trabouler" è bellissimo. E' un escamotage per vedere la città dall'interno, nel senso letterale del termine. Si entra nelle case delle persone, si passa attraverso "passaporte" insospettabili e si raggiungono cunicoli lunghissimi che consentono di passare da una parte all'altra della città, nascondendosi tra le sue mura.
"Trabouler" è gioco, mistero, scoperta e un sacco di risate. Alcuni "traboules" sono accessibili solo con le guide turistiche della città, che arrivano davanti a una porta, digitano un codice segreto su una sorta di citofono ed entrano con il codazzo di turisti. Se non state seguendo un gruppo organizzato, quindi, appostatevi davanti a queste porte (alcune segnalate da una targa o da una piastrellina colorata, con tanto di freccia) e appena un residente fa per entrare a casa sua, voi corretegli dietro ed entrate prima che il portone si chiuda irrimediabilmente.
Noi abbiamo fatto così. Ed è stato divertentissimo.

"Trabouler" deriva dal latino trans ambulare, ovvero, passare attraverso. E il "traboule" (o la "traboule") è un passaggio, un corridoio così lungo da attraversare un isolato. Per cui tu entri al numero 1 di Place Colbert ed esci al 10 di Montée Saint Sébastien, per esempio. Oppure entri al 27 di Rue Saint-Jean ed esci al 6 di Rue des Trois Maries. O ancora dal 54 di Rue Saint-Jean puoi raggiungere il 27 di Rue du Boeuf, in questo caso suonando il citofono per farsi aprire!
I "traboules" sono nati come passaggi per consentire ai lionesi, antichi mercanti di seta, di trasportare i loro preziosi carichi da un posto all'altro della città anche in caso di pioggia, senza rischiare di bagnarli. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, alcuni si sono trasformati in percorsi segreti per sfuggire ai nemici.

Oggi sono percorsi che fanno della città un luogo unico in cui perdersi.

02/06/2009
23:09

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I castelli del Médoc.

Il Médoc pullula di "castelli". Ma se siete appassionati di Medioevo o Rinascimento e vi aspettate di trovare qualcosa di simile ai castelli scozzesi o a quelli della Loira, beh, questo non è il percorso che fa per voi.
Gli "châteaux" qui sono i terreni coltivati a vigneti, sui quali spesso è costruita la casa dei proprietari... e in talune circostanze, assomiglia in effetti a un castello.
Gli "châteaux" del Médoc sono tantissimi. A perdita d'occhio. Ci sono più "châteaux" che case. A ogni angolo un produttore di vino vi attira con un cartello-sirena che invita a provare e acquistare il proprio vino... un Bordeaux doc, naturalmente.

Abbiamo girato per il Médoc più che altro in cerca di foto originali. Foto dei campi, delle vigne e di quella tranquillità che solo la campagna può regalare.

Inaspettatamente, siamo anche incappati nel Fort Médoc, una costruzione fortificata voluta da Luigi XIV per proteggere Bordeaux da potenziali attacchi in arrivo dalle acque della Gironda.
Una bella sorpresa.

02/06/2009
22:36

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Saint-Emilion. Turismo d'élite.

Saint-Emilion è una località pochi chilometri a est di Bordeaux. Nelle guide viene definita una cittadina medievale irrimediabilmente turistica, tuttavia, se da un lato è vero che è medievale e che ci sono molti turisti, va anche detto che non ha nulla a che vedere con Carcassonne, per esempio.

Qui il turismo è più ricercato. Chi viene a Saint-Emilion ha un preciso obiettivo: conoscere la storia del monaco eremita che per primo si insediò su questo territorio, seguire le guide dell'ufficio turistico per non perdere neanche un dettaglio, sedersi a tavola e provare piatti tipici della zona, ma soprattutto fare man bassa di vino nelle tante enoteche distribuite tra le vie della cittadina. Tanti sono infatti i produttori di vino della zona. I vigneti (vignobles) sono la coltivazione principale, insieme alle rose. Del resto, questa è la patria del Bordeaux... e a Saint-Emilion se ne producono due tipi: Saint-Emilion e Saint-Emilion Grand Cru (oltre ai Grands Crus Classés, che sono più rari e migliori).

APPUNTI DI VIAGGIO


E' vivamente consigliato il tour con la guida dell'ufficio turistico (noi abbiamo avuto la fortuna di trovare François). La visita attraverso la cittadina durerà circa un paio d'ore ed è l'unica possibilità per accedere alla chiesa sotterranea più grande d'Europa, scolpita direttamente nella roccia. Uno spettacolo da non perdere (nota: dal punto di vista delle dimensioni, esiste una chiesa sotterranea più grande in Polonia, ma non nacque come chiesa, bensì trattasi di una miniera salina convertita; quella di Saint-Emilion è invece nata proprio come chiesa ed è stata scolpita nella roccia, non costruita).

Avere una guida come François, poi, è stato un arricchimento ulteriore. Evidente appassionato di lingue straniere, di linguistica e di filologia (come la sottoscritta), durante le sue spiegazione ha presentato alcuni aneddoti che ho trovato davvero interessanti:

1. a causa degli errori che spesso sono fatti dai traduttori, in italiano si usa la frase "Traduttore, traditore"; quanto al francese, questa "accoppiata" trova riscontro nella traduzione del nome di Robin Hood, che invece di "Robin du Bonnet" (Robin col berretto, come in inglese), fu tradotto con "Robin des Bois" (Robin dei Boschi, perché invece di Hood, si tradusse Wood!); allo stesso modo, in Cenerentola, la parola Vair, che indicava la suola della scarpetta, fu tradotta come fosse Verre, quindi bicchiere... vetro... Venne da questo errore la scarpetta di cristallo!

2. dietro al chiostro della Cattedrale di Saint-Emilion c'è la cosiddetta "sala del Capitolo". Si tratta di una sala in cui i monaci si riunivano, uno leggeva un capitolo della Bibbia e gli altri lo commentavano. Capitava però che nella congrega ci fossero anche persone di più bassa estrazione sociale, analfabeti, per quanto in grado di contare. Persone che non potevano leggere il capitolo della Bibbia, e dunque non potevano commentarlo. Arriva da questa situazione la frase "N'avoir pas de voix en chapitre", che per noi italiani è "non avere voce in capitolo", dunque, non essere ammessi a parlare.

3. "Poser l'arme à gauche" in francese significa "passare a miglior vita". Deriva dal fatto che un tempo i cavalieri tenevano l'arma nel fodero sul fianco sinistro, per brandirla con il braccio destro in caso di combattimento. Una volta morti, simbolicamente sulla loro tomba era scolpita l'arma a sinistra, a indicare che riposava per sempre nel fodero.

4. a causa di una scarsa conoscenza dell'inglese da parte di un uomo di stato francese, ai tempi del piano Marshall fu sfiorato l'incidente diplomatico tra Inghilterra e Francia. Si spartivano infatti i beni portati dagli americani e quando gli inglesi chiesero ai francesi cosa questi volessero, questo politico iniziò con una sequela di "we demand... we demand... we demand...", traducendo dal francese "nous demandons". Peccato che "demander" in francese significhi semplicemente "chiedere", senza secondi fini, mentre "to demand" in inglese suoni come "esigere, pretendere"!

NOTA GASTRONOMICA

Abbiamo pranzato al ristorante "Le Bouchon", una Brasserie in Place du Marché, proprio di fronte all'ingresso della chiesa sotterranea. Ho ordinato un "timballo" di mare e mi hanno servito quello che noi chiameremmo "un guazzetto"... Buono, ma non era quello che mi aspettavo. Quanto al vino, naturalmente un Grand Cru di Saint-Emilion.

29/05/2009
23:28

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Dune du Pilat: un deserto in Europa.

Ed eccoci finalmente alla meta vera del nostro viaggio: la Dune de Pilat.

Descritta come una duna lunga 3 chilometri, larga 500 metri e alta oltre 150 metri, ci aspettavamo uno spettacolo maestoso.
E così è stato.

Si raggiunge la duna dal punto in cui è accessibile attraverso una scalinata che ti porta in cima. L'impatto, visti anche i negozietti/ristorantini che ci sono nei pressi, è che si tratti di una "duna attrezzata". Una montagna di sabbia su cui puoi salire, guardare il mare e scendere.
Invece no.
E' strepitosa. La salita senza scala sarebbe davvero impensabile, vista la ripidità del versante raggiungibile da terra, ma poi, una volta in cima, si può passeggiare fino a raggiungere tutte le sue estremità. Si è in balia del vento che solleva la sabbia: i granelli, come spilli, ti pungono anche dove sei più coperto, con una violenza insospettabile. Ma lo sforzo vale senza dubbio la pena.
Su un versante, l'Oceano più blu che mai e la baia del Bacino di Arcachon, che sembra un'immensa e bellissima laguna. Sull'altro una foresta di pini e non solo, che si perde fino all'orizzonte.
Supertechman, colto da autentica estasi, si è messo a correre in lungo e in largo... si è trattenuto dal rotolarsi solo perché aveva l'attrezzatura fotografica.
Io l'ho seguito per un po', poi il desiderio di fotografare ha preso il sopravvento... e i primi scatti li trovate qui.

TACCUINO

La Dune du Pilat si trova nel comune di Pyla sur Mer (per questo spesso la si vede indicata come Dune du Pyla). La visita alla Duna merita un'oretta di tempo... preferibilmente arrivando prestino, perché essendo a ovest, se ci si arriva nel pomeriggio, il sole per le foto è davvero sfavorevole.
Dopo la visita alla Duna, siamo andati a bagnarci nell'acqua gelida oceanica della Plage de la Lagune. Una meraviglia. Nel pomeriggio, quattro passi ad Arcachon, dove sono degne di nota le case tipiche di un tempo con tetti a punta e architetture ricamate.