27/03/2007
16:10

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Nicola, sei tu?

17/03 - Sabato. Stavo preparando il pranzo, quando a un certo punto è arrivato un sms sul cellulare aziendale:

+39.389... : "Come mai Qst squillo???"

io: "?"

+39.389... : "Cioè"

io: "Scusa, non ho il tuo numero in rubrica, chi sei? Non mi risulta di aver fatto nessuno squillo a nessuno"

+39.389... : "Coglione sono Pavon..."

io: "Piacere Pavon, io sono M. E non credo che ci conosciamo... non so chi sia il Coglione, quindi..."

+39.389... : "No scusa ho sbagliato, ma cm fai ad avere il mio n ?"

io: "Infatti, non ho il tuo numero. Mi è arrivato un tuo msg che mi chiedeva di un presunto squillo e quindi ti ho risposto"

+39.389... : "Ma mi stai prendendo per il c... Tu mi hai mandato l'sms x prima"

io: "Ti dico che non ho fatto nessuno squillo e non ho mandato nessun sms"

+39.389... : "Nicola 6 tu ?"

Ho deciso di chiamarlo: "Ciao, come puoi sentire non sono Nicola. Non so cosa sia successo al mio cellulare, se davvero ha mandato uno squillo per i fatti suoi, mi spiace, ma dev'esserci stato un problema, diciamo "tecnico". Ciao".

21/03 - QUALCHE GIORNO PIU' TARDI:

+39.389... : "Ciao nico, x te va bn se la verifica di anatomia la spostiamo a sett prossima???"

io: non ho risposto

27/03 - PASSA QUALCHE ALTRO GIORNO:

+39.389... : "Francoforte o francodebole... alfa alsol... Nuvola o nucammina..."

io: non ho risposto

Un appello: se a qualcuno questo numero "suona" familiare, per cortesia, chiami tale Pavon e gli dica che DAVVERO io non sono Nicola!!!

18/03/2007
22:16

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La mamma non dorme mai!

Puntatina a casa di Sofia.

Tutto il pomeriggio a giocare con lei, mentre Super-Tech-Man è rimasto a casa dei miei a lavorare un po'.

La sera, quando ormai era tempo di andare, Sofia insiste affinché io rimanga con lei.

io: "resto qui a mangiare?"

Sofia: "sììì"

io: "e a dormire?"

Sofia: "sìììì"

io: "e dove dormo?"

Sofia: "..."

io: "tu dove dormi?"

Sofia: "nel mio lettino"

io: "e papà?"

Sofia: "nel lettone"

io: "e la mamma?"

Sofia: "... la mamma legge!"

... ah, beh!!!

16/03/2007
20:30

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Era solo un aperitivo!

Sofia, 4 anni, è la figlia della mia amica Bionda, che vive ancora nel paese in cui ho vissuto io per 30 anni, prima di scegliere Milano.

Ogni volta che vado dai miei, colgo l'occasione per andare a vedere questa meraviglia di bambina: bionda, occhi blu, capelli lunghi e boccolosi.

Qualche sabato sera fa, ho invitato la Bionda e famiglia a cena dai miei. Sofia va pazza per le olive e prima di servire la cena, l'ho portata in cucina con me e gliene ho data qualcuna, facendole infilzare uno stuzzicadente in ognuna, quando di solito le mangia con la forchetta o con le mani. Una volta seduti a tavola, la Bionda mette qualche oliva nel piatto di Sofia. Sofia insiste per avere uno stuzzicadente su ogni oliva... la mamma non capisce e mi guarda con sospetto... io: "abbiamo solo preso un aperitivo insieme..."

Sguardi di disapprovazione!

16/03/2007
16:05

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Il viaggio quotidiano

Viaggiare non è solo prendere e cambiare città, stato, continente.

Esiste un viaggio, un viaggio quotidiano, che ognuno di noi affronta con stati d'animo diversi. Io, nella fattispecie, affronto viaggi ogni giorno. Viaggi a volte solo della mente (per esempio leggendo o scrivendo), e viaggi fisici, spostamenti, che sono fortemente condizionati da una serie di fattori:

  • IL TEMPO - io sono estremamente meteopatica. Il sole mi rallegra le giornate. Se quando vado in ufficio, in inverno, la giornata è limpida, serena, magari un po' freddina, ma si vedono, nitide, le montagne con un po' di neve in cima, io rido. Sono in auto da sola, con la radio accesa e mi commuovo davanti allo spettacolo. D'estate, invece, mi piace uscire presto presto, quando non c'è ancora nessuno in giro, con i finestrini abbassati e sentire la brezza, prima che il caldo bruci la giornata. La mia stagione preferita è la primavera, quando si possono finalmente aprire le finestre e la casa viene inondata di quel profumo di nuovo che solo questa stagione può regalare. Dell'autunno, che pur non mi dispiace, adoro soprattutto i colori: alberi marrone-arancione-gialli, foglie sulle strade, sui viali, un sole che ancora non si è raffreddato...
  • IL MEZZO - volo e ho volato tanto, in vita mia. Ma ogni volta mi piglia un'ansia esagerata. Soprattutto se trattasi di viaggi di lavoro, da affrontare da sola. Certamente l'aereo non è il mezzo che preferisco, ma ahimè, è il solo possibile per vedere il mondo, cosa che per me è una vera necessità. Mi è capitato più volte di volare di notte, per ore, ore e ore... e non dormire mai. Per cui quando effettuo voli intercontinentali, devo mettere in conto che i giorni di viaggio mi distruggeranno. Anche in macchina non sono estremamente serena, ma essendo un mezzo che uso quotidianamente, ci ho fatto ormai l'abitudine, per cui fantastico mezzo, soprattutto per i trasferimenti in Italia e le gite fuori porta. In bici mi piace tanto, ma vivendo in città da anni, non ho più occasione di usarla. A piedi pure non mi dispiace. Anzi, quando visito località nuove, i piedi sono certamente il mezzo preferito, fino allo sfinimento, quando poi devo necessariamente optare per altri mezzi, preferibilmente di superficie (bus, tram)... la metro, giusto per andare in punti in cui c'è poco da vedere, e dunque si prende, si esce dal tunnel, si scatta una foto e si ritorna in centro. Ma il mezzo che preferisco, quello che davvero mi concilia con tutto è il treno. Il treno non deve essere quello ad "alta velocità", ma neanche il "zanzara express" o "freccia della palude" che quando andavo alle scuole superiori impiegava 1 ora per fare 40 km... Mi piace l'Eurostar, se ragioniamo in termini italo-europei, perché è discretamente confortevole e permette di leggere, scrivere, lavorare con il pc, dormire... E, soprattutto in prima classe, è pieno zeppo di stranieri, il che lo rende il mio habitat naturale... non è snobismo, giuro. Adoro la prima classe per gli incontri che si fanno: inglesi, francesi, spagnoli... un nido di culture diverse che si incontrano e mi fanno del bene. All'estero, invece, ogni treno va bene. Perché si vedono le cose più strane: gente con animali, persone che si tolgono allegramente le scarpe, altre che litigano perché il finestrino è o non è abbassato, disperati che salgono in cerca di una monetina, per elemosina, perché vendono una bibita conservata in un secchio con ghiaccio o perché purtroppo portatori di handicap (o "sedicenti" muti) lasciano un puppazzetto, sperando che qualcuno lo compri... L'umanità dei treni è stupenda... magari un giorno ne scriverò qualcosa di più di un post...
  • LA DESTINAZIONE - ecco... se il viaggio è di quelli fisici e quotidiani, in giorni feriali, allora la destinazione è l'ufficio. Un luogo che inizialmente mi piaceva, ma adesso sta davvero perdendo tutto il suo interesse. Non è solo colpa sua, lo riconosco. Sono una persona che quando dimostra a se stessa di saper fare una cosa, affrontare una difficoltà, gestire un problema, poi il fatto in sé non le interessa più e ha bisogno di fare altro, di nuove sfide da affrontare. In questo ufficio di sfide non ce ne sono più. O meglio, ci sono per cercare di "tenere in piedi la baracca", ma sono sfide con cui non mi interessa misurarmi. Preferisco le sfide che, se vinte, portano a una crescita professionale... qui non c'è più spazio per crescere, ed è dunque tempo di cambiare aria... vediamo quando sarò in grado di voltare pagina ... Se la destinazione è invece una località di vacanza, o comunque una città che posso avere il tempo di visitare, allora l'entusiasmo è alle stelle. Quando invece la destinazione è uno spazio mentale aperto magari da una lettura, beh, lì mi perderei per sempre.

Di fatto, viaggiare è la mia via di fuga, il mio modo di vedere la mia vita da "fuori". Fuori dalla routine, dalle abitudini, dal tran tran. E' una necessità. Mi impongo di affrontare ogni giorno come un viaggio nuovo, per cercare di cogliere gli aspetti assurdi e straordinari della mia vita.

Il viaggio, in questo senso, è il contatto autentico, primitivo, con i miei sensi. E' il conoscermi e l'affrontare i miei limiti. Quelli che ogni giorno sono messi in difficoltà, sono forzati dai ritmi del lavoro, della velocità della nostra società metropolitana.

Solo viaggiando ogni giorno ho la sensazione palpabile di vivere davvero.