14:35
Se vinci, ti applaudo!

Oggi è stato il grande giorno. SuperTechMan e la Corsa dell'Aglio. Ritrovo previsto a Voghiera alle ore 8 (domenica mattina, ore 8... ovvero sveglia alle 6.30 e partenza alle 7 da casa dei miei).
SuperTechMan aveva chiamato per chiedere informazioni nei giorni scorsi e quando disse "chiamo da Milano", l'organizzatore ebbe un moto di commozione. Ci aspettavamo quindi che gli striscioni riportassero "Corsa dell'Aglio di Voghiera... Con la straordinaria partecipazione di uno che ha chiamato da Milano".
Arriviamo sul posto insieme agli organizzatori, tutti intenti a portare bottigliette d'acqua nei "punti ristoro" e a tirare gli striscioni al traguardo. Ci si iscrive nei locali del municipio, dove, per 4 euro e qualche centesimo ci danno un barattolino di paté di aglio e cipolle e un pettorale con il numero 102. Fortunatamente ci eravamo portati le spillette da casa!
Freddo. Freddissimo. SuperTechMan cerca di scaldarsi facendo qualche corsetta nel parcheggio. Io sto un po' al sole, ma poi mi chiudo in macchina. Mio fratello doveva venire con noi, ma sapendo che saremmo partiti alle 7 ha "passato". Alle 6.45 arriva anche l'sms dell'amica Bionda, che doveva venire a fare la claque con la famiglia, la quale mi dice "qui dormono ancora tutti"...
Rassegnata a starmene chiusa in auto per un'ora, dopo l'iscrizione ci dicono che la partenza è alle 9.20! Quindi mando sms informativo a chi doveva partire con noi, e tutti ci raggiungono più tardi.
SuperTechMan parte, mio fratello arriva poco prima che lui raggiunga il traguardo... e quando chiedo a Sofia, 4 anni: "Glielo fai un applauso a SuperTechMan quando arriva?" ... lei ci pensa un attimo e risponde: "Se vince, sì".

E' arrivato dopo un'ora (20 minuti dopo il primo). Sofia non ha applaudito, ma ci siamo portati a casa un "pacchettino alimentare" con un sacchetto di pasta, una confezione di aglio, 4 mele e un succo di frutta.
Meglio di niente.
23:55
BENZINA AI FURBI
Giorno di ferie. Esco in auto. Mi fermo a un distributore e leggo:
"Prima di fare benzina si consiglia di spegnere il motore, per una maggiore sicurezza, e controllare il portafoglio. Siamo stufi di regalare benzina ai furbi. Il Gestore".
Oddio... non ho controllato... provvedo subito: meno male che ho scampato il pericolo, ma che ansia.
Il terrorismo psicologico è un'arma potentissima!
23:13
BLOG-ASSILLO!!!

Questo blog è nato qualche anno fa, con l'intenzione di raccogliere principalmente le mie emozioni di viaggio e, in seconda battuta, tutto quello che per me significa viaggiare: quindi anche le avventure del quotidiano.
Fra queste l'assillo di questo template.
Ho preso questo template da una ragazza che li fa per professione e che reputo molto in gamba.
Stranamente, però, non riesco a farlo funzionare a dovere.
Infatti:
1) sotto il titolo di ogni post esce la scritta "Archiviato da lamorachevola in australia"... in realtà questo è corretto solo per il post dell'Australia, e non per tutti gli altri. Infatti, a ogni post ho associato un tag, che, cliccando sulle categorie, a destra (sezione "Sì, viaggiare") viene richiamato correttamente. Tuttavia, non compare sotto il titolo...
2) la sezione "commenti", dopo varie peripezie, sono riuscita a inserirla per puro caso ai piedi di ogni post. Tuttavia, adesso per qualunque post ci sono gli stessi commenti (come fosse una finestra unica per tutti i commenti che dovessi ricevere)
3) la sezione "commenti", inoltre, non dovrebbe trovarsi ai piedi del post, ma sotto il riquadretto della data (magicamente, nel blog "The Secret Garden" (http://fleur82-thesecretgarden.splinder.com/) che usa il mio stesso template -n.87 di pannasmontata- tutto funziona a meraviglia: i commenti sono dove dovrebbero essere e i tag in "archiviato da... in:" cambiano di post in post.
Ora: mi è stato suggerito di provare a inserire altri template e verificare cosa succede. Niente: i commenti non compaiono e i tag sotto i titoli dei post rimangono difettosi... sono riuscita a inserire questa specie di ciofeca per i commenti copiando un pezzo di codice da The Secret Garden.
Poi mi è stato detto che per i Tag il problema è Splinder... e allora perché a The Secret Garden funzionano?
Non sto dando colpe a nessuno, peraltro molte persone stanno cercando di darmi una mano... anche se purtroppo senza risultati apprezzabili.
Semmai dovesse passare di qui qualcuno che volesse dire la sua, si accetta qualsiasi suggerimento a riguardo.
Grazie.
COMMENTI
01:56
Siamo tutti mancini
SuperTechMan è mancino. Come Leonardo Da Vinci (questo per dare la dimensione dello spessore di questo post!)
Mentre mi attaccava il famoso bottone sullo sport sul pullman diretto a St. Moritz ,continuava a gesticolare con la mano sinistra mimando scritte e altro, al che, nel disperato tentativo di fermarlo e cambiare discorso, gli dissi "ah, sei mancino...". Si stranì: non riusciva a capacitarsi di come lo avessi indovinato (!).
Il fatto di essere mancino lo ha sempre indotto a pensare che (a) è un privilegiato, genio, superiore e (b) ha tutto il mondo contro perché: i mancini non possono scrivere con la penna stilografica (altrimenti, scrivendo da sinistra verso destra, si trascinerebbero dietro tutto l'inchiostro, spalmandolo sul foglio con la manica); spesso gli abiti da uomo hanno le tasche interne delle giacche a sinistra (in modo che con la destra vi si possa infilare il portafoglio, mentre ai mancini verrebbe più naturale fare questo movimento con la sinistra in una tasca interna di destra); l'apriscatole è strutturato in maniera tale che la manopola possa essere girata con la mano destra e se si cerca di invertirlo, non funziona; alcune paia di forbici hanno l'anello più ampio ricurvo, in maniera tale che le dita della mano destra entrino agevolmente, ma non è così per la mano sinistra; la maggior parte dei joystick e molti mouse, almeno fino a qualche anno fa, avevano forme tali da essere agevolmente usati con la destra, ma non con la sinistra; la chitarra dei mancini deve avere le corde montate al contrario e via discorrendo...
Era un mondo difficile, ... finché non trovammo a Milano, in via Vigevano (per lo meno c'era fino a qualche anno fa) un negozio sedicente "per mancini". Chiaramente vi abbiamo fatto visita. E a dire il vero c'erano molti oggetti interessanti. Decidemmo quindi di comprarne uno... e scegliemmo davvero quello più inutile di tutti: la TAZZA per mancini, ovvero una comunissima tazza che su un lato ha disegnato il muso di un gatto... Ora: chiaramente, mostrando il gatto a chi abbiamo di fronte, il manico della tazza è a sinistra (per mancini)... ma basta girare il gatto verso di noi e il manico è a destra (magia!)... che grande invenzione!!! In pratica, a guardare le tazze che ognuno di noi ha a casa, specie se senza disegni e ricami, si potrebbe dire che tutti siamo mancini!
Per non incorrere più in errori del genere, oggi ho comprato il "Dizionario dei Mancini" di Pierre-Michel Bertrand (edizioni Magi)... sperando di apprendere qualcosa di più utile.
COMMENTI
19:56
... ma 'reality' ddde che???
Allora... non posso non commentarlo.
C'è un format su RaiDue importato dalla Turchia (dalla Turchia!) e prodotto in Italia da Magnolia, che si chiama "La Sposa Perfetta".
E' un reality (reality?) in cui 5 ragazzi (età compresa tra i 26 e i 32 anni) stanno per 9 settimane in una casa che si chiama "La Suocerina" (la Suocerina!!!), in compagnia, ma fisicamente separati, delle loro madri (dico, le loro madri!) che vivono in un'altra ala della casa insieme -intendo proprio negli stessi ambienti- a 18 ragazze candidate potenziali nuore. Sopra il letto di ogni ragazzo c'è la foto della rispettiva madre e sopra il letto delle mamme, le foto dei loro "pargoletti".
Allora... ogni giorno le potenziali nuore devono superare delle prove (cucinare, fare le pulizie...) e incontrare quotidianamente i ragazzi per conoscerli e vedere se può nascere qualcosa o meno. Una volta (o 2?) la settimana, c'è una puntata serale condotta in studio da Roberta Lanfranchi e Cesare Cadeo (Cesarone Cadeo!!! che quando sottopone le ragazze al test serale arrossisce ogni volta che la domanda parla di sesso!) e nel corso di queste puntate le suocere eliminano le ragazze che a loro parere non vanno bene per i loro figlioli.
Ora... perché?
Dico: io, donna, perché dovrei provare interesse nei confronti di uno che per trovare una compagna va in tv accompagnato dalla mamma???
Dunque, tecnicamente è un format fatto bene, diverso da La Stalla, La Fattoria, Il Grande Fratello, L'Isola dei Famosi, anche perché c'è un obiettivo finale leggermente diverso dal (o comunque non unicamente volto a) guadagnare soldi... però, dai... lo chiamano REALITY...
... ma REALITY ... dde che???
11:33
Il suo tessssoooorrrooooo!
Se c'è un personaggio della recente filmografia che detesto, questo è Gollum.
Ma oggi... oggi ha vinto lui!
PREQUEL: SuperTechMan lavora in una società che, tra le altre cose, "ruba soldi ai bambini"... Sì, vende suonerie per i cellulari, realizza promozioni per clienti che vogliano metterle in palio e il risultato è che, con gli anni, è diventato lui stesso vittima delle promozioni che diano la possibilità di "vincere" brani musicali, collezionando i codici sulle confezioni di determinati prodotti. Soprattutto se (a) il prodotto da cui staccare i codici è la bibita gasata più famosa del mondo -di cui SuperTechMan va pazzo- e (b) se i brani in palio sono scaricabili da i-Tunes, al fine di poterli poi caricare sul suo i-Pod.
Naturalmente SuperTechMan ha comprato un i-Pod Shuffle in viaggio di nozze, per la precisione a Hong Kong, quando in Italia ancora costava uno sproposito. Non pago di ciò, partecipando a uno stupido gioco a estrazione nel corso di una cena aziendale in cui si promuovono quelle attività di team building tipicamente americane (*), SuperTechMan mi vince un i-Pod Nano... come dire... piove sul bagnato (e sui miei nervi!). L'arrivo di i-Pod Nano (nero, peraltro, quindi rarità superfiga) nel Techno-Parco di SuperTechMan è stato salutato, peraltro, di recente, con le casse dello stesso i-Pod Nano, comprate in superoffertissima a 50 Euro... nere anche loro. Così, ora l'i-Pod, che nasce come lettore di musica portatile, può essere posizionato su tali casse e diventare un comodo stereo utilizzabile a casa (dove già c'era uno stereo, nato proprio per fare lo stereo... che stranezza!).
Ora, come ho già avuto modo di dire, SuperTechMan il prossimo 29 aprile parteciperà alla Corsa dell'Aglio di Voghiera (FE) e pertanto si sta allenando.
E' successo così che oggi, domenica mattina, alle ore 9 ha deciso di andare a fare una corsetta e, quando è rientrato, mi ha salutato dicendomi: "amore, ho una nuova storia per il tuo blog"... ebbene, non ci volevo credere, ma eccola: "mentre correvo ho visto una bottiglietta della famosa bibita gassata con attaccato ancora il codice ... l'ho raccolta, ho staccato il codice e adesso scarico un brano nuovo"...
No comment.
(*) nota: SuperTechMan ci tiene a mettere in evidenza che non si trattava di uno stupido gioco, bensì della premiazione di chi, in occasione di tale incontro, aveva realizzato le migliori Presentazioni in .ppt.
01:20
home, sweet home
Milano, luglio 2000. Arrivo nella metropoli per lavoro e vado a vivere con un'inquilina insopportabile che abbandono dopo 2 mesi, quando decido di affittare, con Super-Tech-Man il nostro primo monolocale arredato con cucina abitabile e lavatrice. Chi sa cosa significa affittare casa, capisce che questi non sono dettagli trascurabili.
Milano, 31 ottobre 2002. Notte di Halloween. Super-Tech-Man and I abbiamo comprato un bilocale, nello stesso palazzo in cui abitavamo il monolocale. Abbiamo effettuato il trasloco da soli, portando mobili e oggetti vari al piano di sotto e abbiamo dormito qui per la prima volta, appunto, la notte di Halloween del 2002. Viviamo qui da quasi 5 anni, vicino al signor P, un arzillo vecchietto sordo come una campana, che urla come un ossesso quando segna il Milan e quando telefona la sorella dalla Calabria. Sopra di noi la signora B, la vecchietta più in gamba del palazzo, cui abbiamo dato i nostri numeri di telefono e quelli dei miei genitori quando siamo andati in viaggio di nozze, di modo che ci potesse informare se fosse stato necessario. Ben felice di essere d'aiuto ci rispose: "non preoccupatevi... io sento tutto!" ... ah! Sotto di noi, i signori M, di origine pugliese. Lui è un'autentica ciminiera... hanno una gatta bellissima, chiaramente tossica!
Milano, gennaio 2007. Super-Tech-Man and I cerchiamo nuovamente casa. Un bilocale ci sta stretto e abbiamo deciso di cercare un trilocale. Premessa doverosa: nel nostro palazzo al momento non ce n'è nessuno in vendita... Allora abbiamo iniziato a dare sfogo a tutta la nostra fantasia, tanto da poter suddividere le nostre ricerche in "periodi".
PERIODO LOFT.




Nei sogni, un loft è un appartamento luminosissimo, con vetrate gigantesche, sviluppato su due piani, con scala interna e sorta di balcone/corridoio che affaccia su quello che oggi solo un pezzente potrebbe non chiamare "living". Al piano di sotto spazi ampi per accogliere gli amici su divani comodissimi davanti a un maxi schermo LCD, corredato da impianto Home Cinema, per servire loro una cena da nouvelle cuisine preparata nell'enorme "angolo cottura", che di fatto è una parete intera, leggermente sopraelevata rispetto al pavimento del "living", raggiungibile con un paio di gradini. Al piano di sopra stanze da letto e bagni di design, nonché accesso a terrazzo soleggiato, pieno di piante e fiori, arredato con sedie-sdraio e tavolo in teak. All'esterno, un giardino verdissimo, un box riservato, magari doppio, la palestra e la piscina di pertinenza condominiale, la portineria e la vigilanza 24 ore su 24. I loft di questo tipo sono generalmente ricavati in ex fabbriche sottoposte a un eccellente lavoro di recupero industriale, che di norma ha consentito anche di installare tutti i più moderni impianti di refrigerazione/riscaldamento, nonché collegamenti a TV satellitare, digitale terrestre, videocitofono e via così. Nei sogni, una casa di questo genere non ha prezzo. Nella realtà, purtroppo sì. Nei sogni, una casa di questo genere non ha difetti. Nella realtà invece i difetti non mancano.
Ne abbiamo visti di vari tipi, ma tutti con un dettaglio irrilevante in comune: tutti accatastati come "C3", ovvero "laboratori con permanenza di persone". Il loft C3 nasce dunque come studio, laboratorio, ma, oppurtunamente CONDONATO (che sarà mai, si parla di 200-300 euro al metro quadro), ci si può vivere dentro. Certo, il condono si può fare se il piano regolatore del comune consente di condonare nella zona in cui i loft sono stati ricavati. Spesso è il costruttore/venditore ad assicurare, a parole, che il piano regolatore è in approvazione e senz'altro alla consegna dell'immobile sarà già possibile condonarlo. In più i loft C3 non godono delle agevolazioni normalmente concesse agli acquirenti di "prima casa", tuttavia, se si possiede la partita Iva, allora si può scaricare il 10% del loro prezzo. Nella maggior parte dei casi, poi, il loft viene consegnato con una parte "a grezzo", vale a dire con la parte superiore generalmente non ultimata e, ci è capitato di vedere, magari tutta chiusa da pareti "che però quando verrete a viverci potete abbattere, sostituendole con ampi finestroni, come nel resto della casa" (il che, immaginiamo, non costerà nulla!).
Un loft, inoltre, solo se ad angolo può avere (ma non è affatto detto) una doppia esposizione. Ma immancabilmente a 5 metri dal finestrone del tuo soggiorno si affaccia quello di un palazzo opportunamente costruito di fronte. Raramente il loft ha esposizione frontale e sul retro. Più spesso trattasi di immenso cubo/parallelepipedo alto in media 6 metri, che prende luce e aria (a) dalla porta d'ingresso, sormontata da vetrata fissa e, quando va bene, da lucernai mobili -ma ne abbiamo visti anche di fissi-, oppure (b) da tante finestre in fila. Detti finestroni sono alti circa 4-6 metri e non sempre separati, in altezza, in doppie finestre. Vale a dire che, aprendo sotto, si apre anche sopra o, più spesso, la parte superiore è fissa e la sola finestra apribile è quella di sotto. E' ovvio, dunque, che il soffitto del piano di sotto, corrispondente eventualmente al pavimento del piano di sopra, non può arrivare a tagliare in due le sole finestre esistenti. Pertanto le stanze del piano di sopra sono, nella maggior parte dei casi, cieche e prendono aria e luce dalla porta, che dà sul corridoio, il quale affaccia sul "living". Infine, la maggior parte dei loft è a piano terra e si sviluppa in altezza su uno o due piani. Di rado ci è capitato di vedere loft al primo o secondo piano. Quando li abbiamo trovati, venivano consegnati con la parte superiore "a grezzo".
Conclusione: il loft rimane uno "stile" di abitare e continua a piacerci. Tuttavia il nostro ideale è a doppia esposizione, primo o secondo piano, con sviluppo al piano superiore, il quale piano superiore sia consegnato ultimato e consenta di ricavare due camere da letto che abbiano almeno una finestra. Dopo aver setacciato tutta Milano (esempi di loft visti, nelle foto di sopra) al momento la ricerca è stata sospesa.
PERIODO FUORI MILANO.

Ci sono località attaccate a Milano, nel cosiddetto hinterland, che potrebbero fare al caso nostro, anche se molte sono attraversate dalla linea metropolitana verde -che non ci fa impazzire- o dal passante ferroviario. Ideale sarebbe la metropolitana rossa, anche perché la gialla arriva a San Donato, nel quartiere "Metanopoli", il cui nome non è propriamente invitante.
Non ci piace granché l'idea della "casa vecchia Milano" o "casa a ringhiera" o "casa a corte" (neanche nelle sue rivisitazioni moderne da "recupero urbano"), vale a dire quei palazzi in cui si entra a casa dal balcone, dopo essere passati davanti alla porta e alle finestre di tutto il vicinato. Non ci piacciono le case costruite negli spiazzi racchiusi tra tangenziale/strada statale/ferrovia, magari nei pressi dell'aeroporto, che a ogni decollo e a ogni atterraggio, guardando il cielo, si contano i passeggeri dell'aeromobile di passaggio. Non ci piacciono le case il cui portone affaccia direttamente sulla strada a elevata percorrenza: meglio palazzi all'interno di un contesto con parco/parcheggio e uscita in strada attraverso un cancello. Non ci piacciono i contesti "alveare": serie di palazzoni più o meno anonimi, anche se di super lusso, con un numero complessivo di 70-100-500 appartamenti. Non ci piacciono i palazzi più alti di 5 piani e non ci piace abitare oltre il quinto piano. Abbiamo capito che tutto questo non ci piace, dopo che abbiamo visto appartamenti che avevano tutte queste caratteristiche.
Muovendosi verso la Brianza, invece, si inizia a parlare di villette, generalmente a schiera. Ambienti che ricordano Wisteria Lane, con tanto di casalinghe disperate e vicini di casa impiccioni, o situazioni tipo villaggio turistico in località di mare o di montagna. Generalmente abitazioni lontane da centri commerciali, vie di passeggio e mezzi pubblici di una certa rapidità.
Il nostro "trilocale perfetto" è quello illustrato nella piantina di cui sopra. Sarà costruito in un palazzo tutto rivestito di teak, ci sarà il parquet in tutte le stanze. Ogni stanza ha la sua finestra. L'impianto di riscaldamento/raffreddamento è installato sotto il pavimento. Ci sono doppi servizi. E tutto l'impianto elettrico è totalmente automatizzato e governabile da un pannello centralizzato, il cui software è chiaramente aggiornabile via via che vengano alla luce nuove tecnologie. In soggiorno c'è una porta finestra enorme, di circa 3 metri, che dà su un terrazzo/balcone privato. Tutti i vetri sono fonoassorbenti e i muri isolanti. In cucina c'è un balconcino strutturato come fosse un ballatoio che dà sul cortile interno, chiuso da serrande fisse in teak in modo da costituirne un'area riparata dove sono stati persino portati gli attacchi di acqua e corrente elettrica per installarvi la lavatrice e stendere lì direttamente. Oltre all'appartamento, sarebbe possibile acquistare un box "doppio in altezza", dotato di impianto monta-carichi per far salire la seconda auto, prima di entrarvi sotto con quella di uso quotidiano. Il contesto, di 3 palazzi (circa 500 appartamenti) alti 9 piani, nel settore più alto, e 5 piani in quello più basso, è circondato da parco privato con piscina condominiale, il tutto racchiuso da cancellata con portineria e vigilanza 24 ore su 24. All'esterno un parco pubblico, 2 vie di grande scorrimento poste come 2 lati di un triangolo. Sul terzo lato, la ferrovia e la stazione. Per non vederla da nessun punto dei 3 palazzi sarà costruito un altro palazzo lungo tutto il tratto della via ferrata, in cui sarà ricavato un centro commerciale. A due passi, l'aeroporto, con gli svantaggi che si dicevano prima. Consegna prevista per il 2010... prenotazione oggi con 5000 Euro e il resto al rogito "perché il costruttore non ha bisogno di liquidità"... Fosse per Super-Tech-Man avremmo già comprato... io nutro ancora qualche perplessità sui voli e sulla potenziale frequentazione della stazione!
PERIODO "FACCIAMO VALUTARE CASA NOSTRA" E "VALUTIAMO LE PROPOSTE DELLE AGENZIE".
Ogni tanto abbiamo delle idee poco felici. A causa dei nostri lavori, arriviamo a casa abbastanza tardi la sera e spesso non ci va di vedere nessuno, per cui sia per visitare le case in costruzione o in vendita, sia per invitare le agenzie immobiliari a valutare casa nostra, dobbiamo, gioco-forza, optare per il sabato. Peccato che a noi il sabato piaccia anche dormire. E peccato che il sabato sia anche il solo giorno utile per dare a casa nostra una parvenza di "abitazione decorosa", facendo le pulizie con una certa sistematicità.
Risultato: sveglia all'alba per pulire casa. Appuntamento con agenzia X, sulla cui vetrina o sul cui sito internet avevamo visto qualcosa che poteva interessarci, o alla quale ci rimandava un cartello posto su un portone incrociato durante una passeggiata Seduti di fronte all'agente immobiliare, questo ci interroga per sapere i nostri gusti e conoscere le nostre esigenze. Dopo di che, nel migliore dei casi ci mostra qualche foto dell'appartamento -interni- in questione. In altri casi ci accompagna a vederlo (in genere trattasi di appartamenti abitati con i venditori che con sguardo famelico osservano i potenziali acquirenti) oppure ci indica dove si trova, in modo che noi ci possiamo fare un'idea del contesto. Di solito l'agente immobiliare vuole capire se siamo davvero interessati e cerca di concludere altri appuntamenti per vedere/valutare/sentirci/verificare. E' capitato in queste occasioni che noi si sia invitato l'agente a casa per valutare la nostra abitazione, prima di procedere all'acquisto di un nuovo immobile.
Ci sono 3 tipi di agenti immobiliari: il professionista interessato (è quello che arriva a casa, ti fa tanti complimenti per l'appartamento, gli dà un valore che può soddisfare il venditore e, a casa nostra, si mette a fissare con autentica ammirazione un planisfero di metallo su cui noi appiccichiamo magneti per segnalare le località visitate nel mondo); lo statale (arriva a casa, fa due passi da una stanza all'altra, si accomoda sul divano, spara una cifra media semi-soddisfacente e si atteggia come per dimostrare che lui fa queste cose di routine, che questa è la sua zona, la tiene in pugno, e conosce ogni singolo numero civico); il buffone (arriva a casa, guarda l'appartamento con sufficienza, gli attribuisce un prezzo talmente basso da essere decisamente fuori mercato, e lo giustifica dicendo che (1) ha visto che nel palazzo ci sono cattive frequentazioni -intendendo con questo extracomunitari... e faccio notare che è extracomunitario anche un cittadino svizzero- e (2) più il prezzo è basso, più l'appartamento "si vende da solo" -al che dovrebbe spiegarmi cosa cambia se io dovessi mettere fuori un cartello, anziché avvalermi della sua consulenza!).
Qualunque incontro con un agente immobiliare sortisce un effetto a catena devastante: un tampinamento telefonico da parte delle segretarie impazzite dell'agenzia che, appena sanno che tu stai cercando un trilocale, per esempio, ti chiamano con frequenza settimanale, per proporti tutti i trilocali che arrivano loro a tiro.
CONCLUSIONE:
Per un paio di mesi abbiamo deciso di sospendere ogni ricerca e goderci qualche ora di sonno in più nei weekend.
22:01
Samu, guarda che ti formatto!
Samuele, 2 anni, è figlio della mia amica D. Sia D che suo marito, E, lavorano all'università. E è un informatico.
Samuele non dorme MAI, e ha iniziato a parlare precocissimo. Parla in continuazione, peggio di una radio. E quando la mamma non gli presta attenzione, magari perché è al telefono con me, lui inizia a saltellarle attorno e addosso chiedendo il PERCHE' di tutto.
D: "è da una vita che dico di chiamarti, ma non ce la faccio mai"
Samuele: "pecché una vite? cos'è rotto?"
D: "no Samuele, non una vite, non si è rotto niente. Vai di là con papà"
D (rivolta me): "E è al telefono con un collega..."
Samuele: "papà, perché dici sempre vu vu vù?"
E: "basta Samu, stai zitto un attimo, guarda che ti formatto!!"
Samuele: "noooooo, mmmaaaammmmaaaaaaa"
io: "ok, ciao, alla prossima!"
02:09
Sport and Tech
Marzo 1995. Per lavoro sono invitata dall'ente del turismo di Saint-Moritz per coprire una serie di eventi locali. L'incontro dei giornalisti italiani invitati è presso la stazione di Milano Cadorna, per poi partire da qui in pullman. E' qui che incontro Super-Tech-Man per la prima volta e "faccio colpo". Ho 25 anni. Lui 20.
Saliamo sul pullman e lui si siede accanto a me. Ho i jeans e una giacca a vento (nel Cantone Grigioni pare nevichi e faccia molto freddo). Anche lui ha lo stesso abbigliamento. Questo è uno spunto formidabile che Super-Tech-Man coglie per attaccarmi un bottone allucinante sullo sport: "Io faccio full-contact, nuoto tutti gli stili, ho il brevetto da sub, il PADI, vado a sciare, ho fatto surf, adoro correre... tu scii?". Io taglio corto: "purtroppo mi sono fatta male a un ginocchio e non posso più".
In realtà non ho mai inforcato un paio di sci in vita mia e il massimo movimento che eventualmente mi concedo ancora oggi è spostarmi a piedi dal mio appartamento alla macchina e viceversa: super-tech-man non sapeva che stava davvero camminando su un terreno minato.
Il caso ha voluto che poi abbia saputo trovare argomenti più convincenti, tuttavia, la sua passione sportiva, da quando lo conosco ridotta alla corsa/maratona, è, a fasi alterne, un suo grande interesse.
Ha iniziato con una mezza maratona ferrarese, affrontata con i pantaloni di una tuta di felpa che, sotto la pioggia battente, si sono inzuppati totalmente, facendolo aumentare di 5 chili. Piazzamento incerto.
Vi ha fatto seguito la prima maratona: la VigaranoMaratona, 42 km portati a termine stoicamente, nonostante i miei genitori, sadici, lo abbiano affiancato in macchina offrendogli un passaggio al trentesimo chilometro (!). Tempo impiegato, circa 4 ore e mezza (contro l'ora del vincitore), ma arrivo in lacrime. Commovente.
Lanciato verso grandi risultati, si iscrive alla Maratona di Parigi. Partiamo organizzati, con un gruppo di grandi maratoneti, preparati a lunghe distanze e a tanti integratori vitaminici. Conosco i suoi tempi di percorrenza, per cui, studiando il percorso, scelgo di anticiparlo in passaggi strategici arrivandovi prima di lui con la metropolitana, sicché, al suo arrivo, scatto fatidiche foto-ricordo. Risultato: una volta uscito dal ponte dell'Alma mi vede. Colto da sconforto si ferma e mi dice di volersi ritirare. Rifiuto categoricamente la proposta! Non sono andata a Parigi per vederlo uscire esanime dal ponte dell'Alma (c'erano già stati drammatici precedenti). Per cui, si rimettesse in cammino. Politica premiata. Arrivato a destinazione, confermando le eterne 4 ore e mezza per percorrere i fatidici 42 km.
Trascorrono alcuni anni, in cui si cimenta in una Corsa dell'Aglio (11 km a Voghiera, in provincia di Ferrara), due StraMilano (una agonistica da 21 km e una non agonistica da 14 km) e una ViviCittà (10 km a Roma).
Quest'anno è tornata in auge la StraMilano: 12 km non agonistici che lo scorso 2 aprile gli hanno fruttato una medaglietta, che ha contribuito a rinvigorirlo al punto di stimolarlo ad allenarsi per una nuova Corsa dell'Aglio (il prossimo 29 aprile a Voghiera).
Naturalmente ogni sport praticato da Super-Tech-Man necessita di Super-Tech-Equipments. E per la corsa, dopo aver acquistato confortevoli scarpe Mizuno (nessuna obiezione!), ora si è fissato con lo zaino super-tech.
Ne esistono di vari tipi: sagomato per aderire alla schiena, multitasche per contenere cellulare/chiavi e oggettistica varia, super piccolo per non essere d'ingombro, marche preziosissime e altre meno. Se passeggiamo per negozi, Super-Tech-Man cerca qualche modello nuovo, se andiamo da Decathlon elogia il modello espressamente disegnato per questa marca e, con mia grande sorpresa, è rimasto rapito anche dal modello con cannuccia-ciuccia-da-borraccia integrata, proposto dal Lidl.
Sono senza parole.
01:02
Super-Tech-Man
Super-tech-man sta per "super-technological-man": appassionato di tecnologia, tutta. E aggiornato su tutte le novità, sempre.
Super-tech-man è mio marito.
Qualche mese fa, prima di Natale, siamo andati a Pisa e con l'aiuto del suo preziosissimo TOMTOM contavamo di arrivare senza difficoltà a destinazione (intendendo con destinazione non tanto la città, perfettamente segnalata lungo l'autostrada, ma l'albergo). Ahimè, ogni speranza fu disattesa. Il TOMTOM, installato sull'ultimo modello superfigo di cellulare Nokia, acceso appena usciti dal cancello di casa, una volta entrati a Pisa si spegne, senza possibilità di resurrezione.
Come ogni volta che ci muoviamo con il Nokia/TOMTOM, anche in questa circostanza chiedo a super-tech-man per quale motivo si ostini ad accenderlo appena fuori dal cancello, quando conosce perfettamente come arrivare alla tangenziale, prendere l'autostrada e farsi condurre a qualsiasi città... peraltro ogni volta Nokia/TOMTOM suggerisce percorsi alternativi, che noi non seguiamo perché tanto percorriamo sempre le stesse strade...
Niente da fare. TOMTOM abbiamo e TOMTOM usiamo. E per l'ennesima volta subiamo questo suo atteggiamento beffardo. Super-tech-man, al mio ennesimo scatto d'ira (2 ore per trovare l'hotel, rigorosamente senza chiedere aiuto a nessuno!) inizia a maturare la convinzione che il problema risieda nel Nokia, che, chiaramente, se nasce come telefonino, non può montare un sistema operativo degno di un superpc, il TOMTOM e magari anche fare il caffè (inutile a dirsi: avevo già palesato questo mio sospetto). Ma super-tech-man inizia solo ora a elaborare qualche perplessità in silenzio, senza dirmi nulla.
Terminato il weekend, rientriamo da Pisa a Milano e in auto la nostra conversazione tocca il settore "ultime novità".
Super-tech-man mi accusa: "tu mi reprimi... evito di renderti partecipe dei miei desideri tecnologici perché poi tu li demonizzi, dici che non sono utili, che non ci servono e dunque io mi trattengo dall'acquistarli e ci sto male".
In effetti, di fronte a questo "outing" mi sento terribilmente in colpa: "no, amore, scherzi... io esprimo solo un mio parere. Ritengo che Nokia/TomTom sia una ciofeca e te lo dico. Ma ci manca che voglia impedirti di acquistare qualcosa che ti piace o di cui hai bisogno... peraltro sai bene che sono molto meno competente e aggiornata di te".
Il giorno dopo (letteralmente: proprio il giorno dopo!) super-techman ha acquistato un nuovo TOMTOM, autonomo da qualunque telefonino, un televisore LCD 32 pollici, l'ADSL di Alice, ha convinto mio fratello a regalargli il decoder per la TV digitale a Natale e ha richiesto un cellulare aziendale più potente -e nuovo- che inspiegabilmente gli è stato assegnato!
Odio la tecnologia.

















grazie per essere passato dal mio blog "in crisi"