17:43
di mamma ce n'è una sola!
Il mio viaggio quotidiano mi ha fatto attraversare oggi, per la prima volta, alcuni blog che hanno in comune una ricerca che va avanti da anni.
Si sente spesso parlare di bambini rapiti. L'ultimo caso, in ordine di tempo, la piccola Madeleine, ma, a casa nostra, tra i casi più dolorosi e ancora irrisolti, pur a distanza di anni, ci sono quelli della piccola Angela Celentano, di Denise Pipitone e dei fratelli pugliesi, Francesco e Salvatore Pappalardi.
Le persone che ho incontrato oggi, seppur virtualmente, sono anche loro alle prese con una annosa ricerca.
Una di queste donne fu violentata a Palermo nel 1983, all'età di 13 anni. I genitori non sporsero denuncia per evitare uno scandalo e, quando nacque la sua bambina, decisero di darla in adozione, senza che lei, minorenne, potesse decidere nulla. Da allora vive nella speranza di poterla trovare e raccontarle la sua verità. Il suo blog porta la data di nascita della ragazza, oggi 23enne: http://blog.libero.it/6gennaio1984/.
A una prima lettura, pur solidale e dalla parte di questa donna, mi sembrava impossibile che una ragazza, pur sapendo di essere stata adottata, nutrisse il desiderio di ritrovare la mamma biologica. Pensavo che il primo sentimento fosse quello di indifferenza verso quella donna che, per quanto ne potesse sapere la giovane, semplicemente aveva voluto "sbarazzarsi di lei". Al massimo, mi sono detta, vorrà vederla per riversarle addosso il suo odio.
Invece no.
Navigando in questa rete di blog, ho scoperto che esiste un network di persone adottate, delle età più diverse, che si stanno battendo da anni per modificare quella che definiscono "assurda legge italiana" a tutela esclusiva delle famiglie adottanti. Perché di questo si tratta. Le persone adottate vogliono sapere come sono arrivate su questa terra. Lo grida a gran voce http://blog.libero.it/MAMMA09SETTEMBRE/, una ragazza che ha scelto come nick la sua data di nascita, nella speranza che la sua mamma biologica la possa incontrare.
Ho quindi scoperto che il problema, di cui non si parla mai, è questo: il diritto internazionale riconosce a tutti il diritto di conoscere le proprie origini, però -cito da mamma9settembre- "le leggi sull'adozione in Italia sono cambiate in meglio negli anni per alcuni aspetti, tranne uno, fondamentale. La segretezza ETERNA sulle proprie origini, per chi viene adottato da neonato, rimane. 70 anni per avere i propri documenti (cartella clinica, atto integrale di nascita) senza passare per il tribunale, che vieta, la maggior parte delle volte. 100 anni per far decadere l'anonimato. NEMMENO LE NOSTRE MADRI POSSONO CERCARCI! Noi non cerchiamo l'affetto di una mamma, se allora chi ci ha partorito ha dovuto/voluto rinunciare a essere mamma, ma vogliamo conoscerla. Come ci siamo capitati sul pianeta Terra?".
Ecco, sicuramente alcune madri non ne vogliono più sapere dei figli abbandonati e alcuni figli non hanno nessun interesse nei confronti di madri biologiche che si sono disinteressate di loro. Ma penso a queste due donne. Se una fosse la madre dell'altra, e solo il caso crudele le avesse allontanate, visto che si cercano a vicenda, perché non consentire loro di conoscersi?
A mio parere, è un argomento che merita una riflessione seria. E naturalmente, se qualcuno può aiutarle, è invitato a farlo. Grazie.
15:58
marina barillari
Da sempre adoro intrattenere rapporti duraturi con le persone che incontro. Siano esse passate per la mia vita reale o virtuale. Quando vivevo con i miei, il salotto di casa si può dire facesse invidia a quello di Marta Marzotto, per le persone che per ore, ore, ore, fino a notte fonda, intrattenevo con discorsi che spaziavano dalle librerie alle auto, dallo studio al lavoro, dal giardinaggio a qualunque altro argomento potesse trovare in quello precedente fonte di ispirazione.
Sono una giornalista dal 1989. Ho iniziato a fare questo mestiere nel paesello natio (meno di 2000 anime), dove tutti si conoscono e dove un mestiere del genere ti fa diventare una delle "celebrità" del posto. Mi sono occupata di tutto: dal turismo alla musica, dalla cronaca nera alla cultura, all'attualità, alla musica. Ho lavorato nel quotidiano più letto della città e nella radio più nota della provincia. Ho collaborato con testate turistiche nazionali e ho gestito uffici stampa di vario genere. Di fatto per 11 anni (ho lasciato il paesello nel 2000) sono stata tra le persone che conoscevano più persone in provincia e che era maggiormente conosciuta.
Un giorno il mio caposervizio mi assegna un'inchiesta. Ero nella redazione che il quotidiano apre ogni estate al mare. Dovevo chiamare le agenzie immobiliari e gli alberghi del litorale per far emergere un confronto tra i prezzi proposti dai vari locatari, dovevo paragonare le condizioni di servizio offerte e andare in giro per spiagge a intervistare le persone che fruivano dei locali stabilimenti balneari.
Durante una di queste chiamate, fingendomi un'utente interessata, contatto il titolare di un albergo e la telefonata, sotto lo sguardo incredulo del mio caposervizio, si può dire abbia in un certo senso segnato la mia carriera:
lamorachevola: "Buongiorno, volevo qualche informazione relativa a una prenotazione di un paio di settimane presso il vostro hotel"
interlocutore: "Un attimo, le passo il titolare"
titolare: "Pronto?"
lamorachevola: "Sì, buongiorno, volevo sapere quanto mi può costare prenotare presso di voi dal 10 al 20 agosto prossimo, sempre che abbiate una stanza libera, s'intende"
titolare: "Signora, non si preoccupi, la troviamo..."
lamorachevola: "???"
titolare: "Guardi, nella soluzione bed and breakfast le costa X, mezza pensione Y, pensione completa Z"
lamorachevola: "bene, e senta, per caso avete anche un parcheggio privato"
titolare: "certo, ha XY posti, alcuni dei quali con tettoia ... signora... come ha detto che si chiama?"
lamorachevola (guardando con occhi sgranati il suo caposervizio): "Marina!"
caposervizio: "!!???!!!"
titolare: "che bel nome, tipico delle nostre parti... ma lei è delle nostre parti?"
lamorachevola: "ehm... sì, sì, ma me ne sono andata dopo il matrimonio..." (non ero neanche fidanzata!)
caposervizio: "??????!!!!!!!!!!!!"
titolare: "ah, beh, succede, ma di cognome, come fa?"
lamorachevola: "Barillari... ma senta, e posso portare il mio cagnolino nel suo hotel?"
titolare: "certo, se è un animale di piccola taglia, non c'è nessun problema"
lamorachevola: "perfetto, senta, allora mi consulto con mio marito e la richiamo"
caposervizio (ormai rapito dalla conversazione): "???????!!!!"
titolare: "signora cara, con una voce così, lei può richiamare quando vuole"
Da quel momento, oltre ad aver consolidato la stima del caposervizio per la naturalezza e il "sangue freddo" nel gestire queste situazioni, per molti imbarazzanti, sono diventata per gli amici "Marina Barillari": quella che intrattiene, parla di sé, fa parlare gli altri... tipo signora bene dei salotti più rinomati. E quando annunciai a questi amici la decisione di partire per Milano (no, dico, la Milano da bere!!!), beh, neanche a dirlo, si raccomandarono: "che il salotto sia bello ampio"... ci sto lavorando :-)
15:23
tormenta dannata, anfiossi e iPod nano verdi
Si sa che in giro per il web si incontra di tutto! E i personaggi "singolari" non mancano.
Uno di questi è il "prof. Pinetti", che ha inventato -e ovviamente ne parla nel suo blog- un algoritmo (!) per identificare il "nick ancestrale" che risiederebbe dietro la scelta dei nick che ognuno di noi ha attribuito al proprio blog.
Secondo questo professore, io sarei "tormenta dannata"... e non "lamorachevola"... e la cosa, per quanto il mio infinito scetticismo mi lasci perplessa, è stata resa autorevole anche da un autentico certificato:
Potevo forse non postarlo? Oltretutto, al di là della "dannazione", il nome "tormenta" credo mi si addica particolarmente...
ps: chi non volesse passare per il blog del professore, non può però esimersi dal leggere questo abstract dal suo post numero 12, che io, avendo un marito SuperTech appassionato di Apple, non potevo che notare, ovviamente:
"Salve a tutti, cari lettori. Dopo lo sfortunato episodio legato al Watermelon07 ho deciso di accantonare momentaneamente la mia carriera agonistica per completare, con la dovuta calma, il mio nuovo lavoro: "Perché i cefalocordati (detti anche anfiossi) sono attratti sessualmente dagli iPod nano verdi". Solo rinunciando ad ogni altra iniziativa parallela, nickname ancestrale compreso, sono riuscito a terminare il mio studio in tempo per la prestigiosa conferenza di Berlino. A questo punto però sono moralmente obbligato ai dovuti quanto noiosi (per Voi lettori) ringraziamenti: non avrei mai potuto farcela senza il prezioso aiuto del Prof. Wolfeater, della sua assistente Luana Longleg, del norcino Ivano e dell'amica Aida (non preoccuparti cara, c'è sempre l'indulto). Grazie a tutti!"
Questo è l'ultimo post che compare sul blog del luminare... non si sa ancora come sia andata a Berlino!!!

... e questo per chi si chiedesse cosa fosse un "anfiosso" (nella foto, è quello che sembra una penna!)
14:54
Calabria, 10 anni dopo: svenimenti, matrimoni e tacchinaggi
Un giorno dedicherò un post ai "viaggi della carta igienica". Era il lontano 1997, e in quell'occasione visitammo per la prima volta la Calabria... in lungo (soprattutto) e in largo. Ora, come allora, una particolarità della Calabria mi è rimasta impressa: le indicazioni non sono frontali rispetto a chi guida, ma sono dietro. Nel senso che entrando in un comune, non ne si legge il nome. Ma uscendone, e girando la testa, si vede il cartello del comune in questione.
Ma veniamo a oggi.
In settembre apprendiamo da C, l'amico fraterno di SuperTechMan, che (finalmente!) si sposa. La fortunata è una poliziotta originaria della Calabria. La data è il 23 giugno; io avrei compiuto gli anni, come sempre, il 17, e dunque si incastrava giusta-giusta una settimanina di ferie al mare caldo del sud.
La località del matrimonio è Taverna, nel cuore della Sila, in provincia di Catanzaro. Noi inizialmente decidiamo di andare a Capo Rizzuto, dove il mare delle foto intravisto su web è davvero da capogiro. Benissimo. Prenotiamo via fax in una pensione che ci sembra abbia un nome carino, "I Campanacci"... ma l'atteggiamento dei titolari non ci ispira molta fiducia. Non ci danno conferma di ricezione del fax, quando li chiamiamo per assincerarci ci dicono che non hanno ricevuto nulla, rimandiamo e quando richiamiamo ci dicono che però il padre del padre dello zio e del nonno ha problemi di salute e dunque chi vivrà vedrà...
Non prenotiamo altrove. Scegliamo di andare all'avventura: andiamo, vediamo Capo Rizzuto, guardiamo la pensione da fuori e se ci ispira, bene, sennò cerchiamo altrove.
Abbiamo cercato altrove.
Siamo atterrati a Lamezia Terme nel pomeriggio del 18 giugno e, avendo prenotato un'auto alla Maggiore, siamo andati ai loro uffici a firmare il contratto. "Va bene una Panda?", ci chiede il ragazzo. SuperTechMan: "mmmm, in alternativa?" e il ragazzo: "eeehhhh, per oggi abbiamo solo la Panda". Ok, la Panda andava bene.
Procediamo per Capo Rizzuto. Arriviamo nella ridente località, dove di fatto il mare è fantastico, ma le spiagge sono per lo più rocciose e la ricettività davvero esigua. La pensione "I Campanacci" ha il look di un bar di provincia, quello dove i vecchietti vanno a fumare e a giocare a biliardo, con sopra qualche stanza. E per di più è anche lontano dal mare.
Niente da fare... risaliamo la costa in direzione Lamezia, nell'intento di soggiornare in uno degli splendidi villaggi che abbiamo visto sul mare. Entriamo in uno. C'è una reception in una casetta bassa, con l'ingresso/uscita regolato da sbarre. Il signore ci spiega che "qui non c'è un hotel... queste sono case che i proprietari affittano per uno, due mesi, ogni estate"... in pratica ville lussuosissime sul mare. Un paradiso. Chiediamo allora suggerimenti su dove andare e il signore gentile ci dice: "da dove venite?" ... io: "Milano" e SuperTechMan: "Roma!" (rivendicando origini più vicine al sud, preoccupato dalla domanda minacciosa del signore gentile)... e il signore: "allora, datemi retta (!)... andate a Soverato! Lì c'è tutto quello che volete per divertirvi. Prendete la strada qui sopra... vi ci porta!!!".
Così, abbiamo imparato che "tutte le strade calabresi portano a Soverato" e abbiamo seguito il consiglio. Sarebbe anche stato più comodo per il matrimonio, visto che si teneva nella stessa provincia.
Arriviamo a Soverato. Carina. Entriamo all'hotel Gli Ulivi, 3 stelle, bello, confortevole. C'è posto. Pernottiamo almeno per un paio di giorni. Poi decidiamo di rimanere lì fino al matrimonio. Prima di partire l'intento era quello di fare hotel-spiaggia-mare-hotel e basta, ma...
1. arrivati a Soverato sentiamo dei cari amici che abbiamo conosciuto a Milano, che già per il giorno dopo ci invitano a cena da loro, presso la "Casina delle Lumache", una casetta nella campagna desolata della provincia di Cosenza, località Joggi, dove l'energia elettrica è generata dai pannelli solari, manca l'acqua corrente e la sera tira un'arietta frescolina da doversi coprire.
2. il giorno successivo, quindi, andiamo in spiaggia attorno alle 10. Io: "SuperTechMan, vuoi la crema protettiva?" SuperTechMan: "per ora no!"... e si mette direttamente al sole, mentre io mi raggomitolo sul lettino, sotto l'ombrellone, per non bruciarmi. Ore 12. SuperTechMan, che aveva assunto una colorazione rosacea uniforme davanti e inesistente dietro, mi dice: "Vado a fare il bagno, vieni?" Andiamo a fare il bagno. Acqua bellissima, profondissima, trasparentissima e gelidissima. Risaliamo dopo pochi minuti e ci ripiazziamo, stavolta entrambi, al sole, per asciugare il costume. Dopo 5 minuti, io non resisto e mi rimetto all'ombra. SuperTechMan, stoico, rimane al sole. Alle 14 decidiamo di lasciare la spiaggia. Doccia e partenza per la Casina delle Lumache.
Arrivati a destinazione, SuperTechMan, che nel frattempo aveva assunto una magnifica tonalità di bordeaux-polo-Ralph-Lauren da fare invidia (vedi foto), illuminava di luce propria la Casina delle Lumache, tanto da risparmiare anche i pannelli solari. Si alza il venticello. Noi, cotti a puntino, iniziamo a sentire un freddo polare, tanto da avere bisogno di una copertina che gli amici ci stendono addosso, con amorevole cura.
3. il terzo giorno, quando ci si aspetterebbe che qualcuno resusciti, in realtà SuperTechMan pensa bene di svenire come una pera cotta nel bagno, incastrando rovinosamente il suo metro e ottantuno centimetri di altezza tra water e bidet. Corro in soccorso spaventata. Si rianima. Nel bagno cieco è in azione la ventola e a lui gira ancora la testa, per cui mi chiede "dove stiamo andando?". E' convinto di essere su una nave, in crociera. Panico! Suda freddo. Lo lascio sdraiato nel bagno, poi lo aiuto a rialzarsi e lo stendo sul letto. Si ripiglia. Mangia, beve... come nuovo.
4. dal terzo al quinto giorno siamo stati rigorosamente al riparo da qualunque fonte di calore, sbollentati e rossi come aragoste, cercando di evitare anche il vento a 42 gradi che soffiava come fosse un fon (inteso come elettrodomestico, e non come nome del vento caldo, anche se in questo caso, l'esempio calza davvero!!!)
Il sesto giorno, sabato 23, è il giorno del matrimonio, che, come detto, si tiene sulla Sila. Partiamo alla volta di Taverna, per la precisione località Monaco, con il fido TomTom. Iniziamo a salire le montagne. A un certo punto SuperTechMan mi dice: "deve far freddo qui" e io "perché?" ... lui: "ci sono i pini!!!" In effetti il paesaggio è il tipico dell'alta montagna. Iniziamo a girare attorno a una montagna. Passiamo di fronte alla freccia "Monaco", ma TomTom dice di proseguire. Così ci inerpichiamo sulla vetta, dove le rocce a strapiombo sulla strada sono trattenute dalla rete, e dove uno scoiattolo nero che ruzzola giù sulla via, si alza sulle zampe posteriori e ci guarda con sospetto, come se non vedesse anima viva da decenni. Raggiungiamo la baita in cui avrebbe avuto luogo la cena nuziale. Siamo miracolosamente in tempo. Assistiamo alla cerimonia e la sera sediamo a tavola con la compagnia di amici romani dello sposo.
Tra questi un personaggio con la P maiuscola. Lavora al Ministero degli Esteri e per questo lo chiamano "er Console". "Er Console" è un piacione-sciupafemmene" che quando marca una, la marca così stretto che sicuramente questa cede. Percentuale di riuscita di un tacchinaggio "der console": 100%. Così al matrimonio si perde via per una che si chiama Margherita. Siede con lei. Esce nel giardino con lei. Le canta Margherita di Cocciante, rubando il microfono alla cantante e inginocchiandosi davanti alla ragazza. E il suo amico a commentare in romanesco: "io 'o conosco. Questa se chiama Margherita e lui vede'n fiore. Se poteva pure chiamà Rosa... che se 'un ci'à levato tutti i petali, 'un sta bbbene!"
Così, fra casi umani interessanti, mancamenti e ustioni che ancora ci fanno piangere la notte, abbiamo lasciato quel forno terribile e meraviglioso che in questi giorni è stata la Calabria.
23:01
Una settimana al mare
.
sono tornata ... e se schiacci PLAY ti dico dove ho trascorso la settimana scorsa (foto in background, autenticamente scattata dalla sottoscritta)... seguirà post dettagliato ;-)
ps per i distratti che non lo ricordassero: la Patty è il mio avatar...
Ah, un dettaglio: purtroppo se usate Firefox, sembra che non ci sia possibilità di visualizzare l'immagine che ho caricato :-(
16:43
Tanti auguri a meeeeee!
Auguri!
Oggi è il mio compleanno... e visto che i miei arrivavano "dalla lontana terra natia" per festeggiare, ho deciso di preparare il pranzo tutto da sola.
Primo piatto: "Tavolozza di risotti, servita su una crespella di grana". Secondo: "Involtini di bresaola con mousse di crescenza e rucola". Dessert: "Bicchierini di ricotta con miele di pistacchi e scaglie di cioccolato".



E non poteva mancare la torta!

La dieta la comincerò domani... forse :-)
15:31
23 giugno, giornata nazionale della pedofilia... non si può! Non si deve!
Perché non ci sono parole, perché c'è solo indignazione!!!
Contro i pedofili. Contro la giornata che da 8 anni celebra la loro disgustosa attività... e che loro definiscono "giornata dell'orgoglio pedofilo!"
Per aderire alla petizione: http://petizione.epolis.sm/, o cliccare direttamente sul banner. Grazie.
17:00
Bomba Gay e Gay Pride... EVVIIIVAAA!
Dunque... se dico Pentagono, a cosa pensate?
Il Pentagono è "il quartier generale del Ministero della Difesa degli Stati Uniti", lo stato più potente del mondo. Qui lavorano politici, militari, studiosi, menti superiori addette a monitorare tutto il territorio americano e a studiare strategie belliche di difese e attacchi verso i nemici. Qui i migliori scienziati planetari studiano come usare le vecchie armi e come idearne di nuove per neutralizzare ogni avversario.
Ora... ho già avuto modo di sottolineare in queste pagine come io ritenga quantomeno "stravaganti" gli americani, ma dopo questa notizia, sono certa che si tratti di un popolo di FENOMENI.
TGCom del 12 giugno - Per combattere i nemici, il Pentagono, negli anni Novanta, finanziò una serie di studi per produrre la "bomba gay", un ordigno non letale i cui effetti avrebbero fatto diventare omosessuali i nemici, in questo modo meno efficienti perché attirati dai propri commilitoni. Il programma, confermato dall'amministrazione americana, è stato scoperto da una organizzazione pacifista di Berkeley, in California. Nel 1994 un laboratorio dell'Aeronautica, a Dayton nell'Ohio, aveva chiesto fondi per 7,5 milioni di dollari per mettere a punto "una bomba non letale, contenente un prodotto chimico che avrebbe fatto diventare gay i soldati nemici, con lo smantellamento delle unità, perché tutti i soldati sarebbero stati irresistibilmente attratti gli uni dagli altri". In pratica un devastante mix di ormoni afrodisiaci. I soldati nemici, nelle intenzioni del Pentagono, si sarebbero gettati gli uni sugli altri preferendo il sesso selvaggio omosessuale al campo di battaglia (!). L'amministrazione Usa ha confermato lo stravagante piano, precisando che qualsiasi ipotesi di questo tipo è stata successivamente abbandonata ...
... nella malaugurata ipotesi in cui oggi noi dovessimo diventare nemici giurati degli USA, non ci troverebbero impreparati: potremmo sempre schierare il Gay Pride... e sono certa che vinceremmo noi, contro i corpulenti Marines...
EEEVVIIIIIIVAAAAAAA!!!
01:25
CALIFORNIA DREAMS...
Ieri ho portato l'acconto... l'acconto per le vacanze all'agenzia di viaggi.
Andremo in ferie in California-Wyoming-Utah-Colorado-Arizona-Nevada, con scalo a Newark, New Jersey e puntatina in Baja California (Messico). Un giretto riposante, insomma.
E inevitabilmente tutte le notizie che in questi giorni arrivano da lì rimangono impresse nella memoria. Di più se trattasi di notizie legate al settore della tecnologia. Peggio se infarcite anche di mito alla James Bond (che, neanche a dirlo, è tra i personaggi più amati e invidiati da SuperTechMan).
Oggi, il Corriere della Sera: "Trasporti del futuro: arriva lo zaino volante". In pratica, una fantastica americanata. Gli americani vedono una cosa in un film e zac: ecco che la trasformano in realtà! E finalmente, dopo anni di prove, sono riusciti a realizzare il jet pack, lo zaino stile 007 che si mette in spalla e ... puff ... ti solleva da terra, per merito di una propulsione a ioni (!). Ma la notizia non è solo questa: un tale risultato era infatti già stato raggiunto da tempo. La novità sta nel fatto che, invece di appena 19 minuti di autonomia, ora, grazie a un sistema di piattaforme a terra, l'autonomia è illimitata. E chiaramente, la notizia di un gadget così prezioso arriva da Los Angeles, California.
Così oggi, mentre pensavo a SuperTechMan alle prese con il micidiale marchingegno, come Robbie Williams nel video di Millennium:
... ho immaginato che invece io non avrei potuto fare altro che aspettarlo, rassegnata, seduta sulla spiaggia di Santa Monica, con un pacchetto di Vigorsol:
20:58
Trenitalia è global?
Un caro amico è titolare di uno dei blog più drammaticamente veri dedicato a un pezzo del nostro "sistema Italia".
Il blog si chiama "I ritardati di Trenitalia" e narra vicissitudini e peripezie dei pendolari costretti a fare affidamento sui treni in circolazione nel Belpaese.
Oggi anche noi abbiamo "toccato con mano".
Abbiamo scelto il weekend peggiore dell'anno per andare a trovare i genitori di SuperTechMan. Vivono in un attico con terrazzo immenso sul mare della capitale. Un vero paradiso. Solo che, come tutti i paradisi che si rispettino, per arrivarci abbiamo dovuto passare oggi per un purgatorio dannato. Già, perché oggi a Roma c'è anche Bush, con i suoi "amici" no-global!
Non avevamo pensato che questo dovesse essere un problema nostro, perciò abbiamo prenotato sull'Eurostar in partenza alle 9 da Milano Centrale. Due posti in prima classe, carrozza 2, corridoio. Arriviamo alle 8.30. Vediamo che l'Intercity delle 7.10 ha un'ora e un quarto di ritardo ma ci confortiamo: vabbè, mettiamolo in conto, anche l'Eurostar partirà dopo l'orario previsto. Sul tabellone la scritta rassicurante: treno per Roma Termini, ore 9.00. Tempo di distrarre lo sguardo e dal tabellone la scritta scompare. Aspettiamo. Ci interroghiamo (ma hanno cancellato il treno? no, dai, è un Eurostar, non possono averlo cancellato). Ri-aspettiamo. Ore 9.15 nessuna informazione sonora, niente di nuovo sul tabellone, finché una signora con giubbotto arancione catarifrangente -tipo quello da indossare quando l'auto è in panne- e la scritta sulla schiena "Assistenza alla Clientela" si avvicina timida al binario da cui sarebbe dovuto partire il nostro treno. La folla la circonda.
passeggero 1: "come???? ma lei sta scherzando, io sono qui dalle 6 e mezza..."
passeggero 2: " e perché non ci avete avvisati? ma non potevate dirlo all'altoparlante? ma che modo è questo?"
signora catarifrangente: "E' arrivato l'input dalla Questura: i no-global hanno bloccato i binari, volevano salire sui treni senza biglietto, hanno assaltato l'Interregionale per Firenze e quindi la Polizia è intervenuta e ci ha intimato di non dare alcuna comunicazione sonora per paura che questi andassero a Lambrate da dove è partito il vostro treno!"
io, inferocita: "che cosa??? il nostro treno è partito da Lambrate??? e a noi chi doveva dircelo? ma è da denuncia!!!"
signora catarifrangente, in difficoltà: "e io che ci posso fare? la Questura comunica con il Servizio Assistenza alla Clientela, i dirigenti comunicano con chi sta sotto di loro, ma forse il vostro treno è ancora a Lambrate che vi aspetta... e io sono l'ultima ruota del carro"
io, più inferocita: "e allora ci faccia parlare con la prima ruota! non esiste che adesso noi si vada a Lambrate per conto nostro... ma organizzare un pullman no???"
La signora in difficoltà cerca di parlare con la ricetrasmittente e ci urla: "venite con me, al binario 7 è pronto un treno per Lambrate". Così la folla in massa con valigie, stampelle, passeggini e bambini urlanti segue la signora catarifrangente. Il treno al binario 7 non c'è. La signora catarifrangente si spazientisce e chiama al cellulare: "io ho qui tutto l'Eurostar delle 9 inferocito... cosa devo fare, il treno non c'è!" Dall'altra parte qualcuno la conforta e lei ci dice: "tutti al binario 19". Stessa scena: orda di pendolari (nel senso che pendolavamo in mezzo alla stazione) segue la signora e neppure al 19 c'è il treno per Lambrate. Così la signora ci porta nella tana del leone: l'ufficio "Assistenza alla Clientela".
E' qui che le facce poco rilassate di un Eurostar intero hanno convinto gli Assistenti a organizzare 2 pullman per Lambrate. Arriviamo a Lambrate. Sul pullman ci dicono che il nostro treno è al binario 5. Corriamo al binario 5. Il binario è vuoto.
SuperTechMan: "dev'essere una Candid Camera!"
Una volta sul binario 5 in attesa di nuove informazioni, si sente l'urlo di un passeggero: "il treno arriva al binario 9!!!" E allora tutti giù, al binario 9.
Annuncio dall'altoparlante: "Plin Plon. Annuncio ritardo. Il treno straordinario delle ore 10.06 da Milano Centrale per Napoli viaggia con un ritardo di 10 minuti!"
io, incredula: "fammi capire... questo "treno straordinario" è partito da Milano Centrale e noi siamo venuti a prenderlo a Lambrate??? Vuol dire che questo è il treno che come da tabellone doveva partire alle 10 da Milano per Roma???"
Esatto! Siamo saliti sul treno, in prima classe, dove chiaramente i nostri posti erano occupati da coloro che li avevano prenotati sul treno delle 10. Così abbiamo vagato tra i sedili per tutto il tempo... Siamo arrivati a Roma alle 15, giusto l'orario in cui partiva il corteo dei no-global che avrebbe fatto tappa a Roma Termini per raccogliere chi arrivava in treno. Ovviamente misure di sicurezza esorbitanti, metropolitana rossa -quella per il centro- chiusa e navi da guerra al largo di Ostia.
Ora... il timore più grande, si leggeva sui quotidiani distribuiti in treno, è l'arrivo di BlackBlock's e gruppi di disobbedienti che arrivino a Roma solo a menare e far casino: ho un'idea ... e se menassero i no-global?!?














