15:08
19...bis!
E ho ricevuto un sacco di auguri.
Chi mi ha cantato "tanti auguri a te" via sms (che solo lui può avere un'idea del genere!), chi mi ha mandato una cartolina virtuale con il cartone animato di un vecchio nudo che balla la lapdance (che solo lei può avere un'idea del genere!) e chi mi ha fatto gli auguri per i "19 bis".
Beh... grazie mille e un forte abbraccio a tutti.
16:48
Mel e gli amici d'infanzia
L'ultimo post dell'amico Buiodiurno mi ha fatto ricordare una serie di Amici d'Infanzia, per lo più compagni delle elementari, che hanno decisamente segnato la mia crescita.
Fra questi, quello a me più caro è senza dubbio Mel.
Mel è sempre stato altissimo. Nelle foto scolastiche era sempre nella fila dietro, in piedi. Longilineo, capelli corti e neri, con qualche lentiggine, spiccava sempre su tutti.
Mel era un bambino vivace e nella sua carriera scolastica si contano primati di tutto rispetto.
1. primo premio assoluto nella gara di sfondamento della lavagna a craniate. E' stato il solo in grado di sfondare la lavagna passando direttamente dall'altra parte. E' stato necessario l'intervento di Adriano, il bidello, per estrarlo senza tagliargli la gola;
2. secondo premio (dopo Ciuco) nella gara dei fachiri: consisteva nel mettere quante più puntine possibili sulle sedie e sedercisi sopra di peso. Ciuco è finito in infermeria a farsi sfilare 3 puntine da Adriano, il bidello, mentre Mel è riuscito a sfilarsele da solo;
3. menzione d'onore in medicina: giocando a basket nel campetto esterno alla scuola si è causato una frattura scomposta alla caviglia destra, ma ha infilato il piede tra le razze della bicicletta e ha ricomposto la frattura prima di salire in ambulanza;
4. riconoscimento speciale in orientamento: Mel è diventato ragioniere studiando in un paesello poco distante da quello in cui viveva. Un paesello raggiungibile in 15 minuti di treno, dove la stazione ferroviaria ha solo due binari. Poi ha scelto di studiare Economia e Commercio. La facoltà, però, all'epoca, non c'era a Ferrara, il capoluogo di provincia del suo paesello, la cui stazione ha 6 binari, più il 6 Bis per Sermide. Così, gioco-forza, il povero Mel è stato catapultato a Bologna (numero di binari imprecisato, nella sezione centrale, più binari nell'ala est e nell'ala ovest). Le lezioni del povero Mel alla facoltà di Economia avevano però orari infausti, che lo costringevano a corse estenuanti attraverso la città per prendere l'ultimo treno in partenza per il paesello e non rischiare di dormire all'addiaccio. In un freddo pomeriggio d'inverno, Mel ha terminato le lezioni alle ore 17. Il treno partiva dal binario 14 alle 17.45. Mel si è lanciato in una corsa senza precedenti, passando col rosso agli incroci pedonali, scartando la folla sui marciapiedi di via Irnerio, volando tra i taxi parcheggiati sul piazzale della stazione. Mel si è fiondato nei sottopassaggi, è salito al binario 14. Il treno non c'era e lui, d'istinto, è salito sul treno in partenza dal binario accanto! Chiaramente il treno andava altrove. E quando se n'è reso conto, oramai era in viaggio per una destinazione ignota. Così, alla prima fermata è sceso con un'altra persona, che evidentemente stava gareggiando con lui per il "miglior orientamento dell'anno" e ha chiamato a casa. Ha risposto la mamma, alla quale ha intimato: "fai in modo che il papà sia qui entro tot minuti". Il papà, in tutta la vita, non aveva mai guidato altro che una Lancia Giulia. Il povero Mel è stato recuperato a notte fonda. Di lì a poco, ha abbandonato l'università.
Oggi Mel è sposato felicemente e forse ha anche dei figli. E se passa di qui, sappia che lo ricordo con grandissima tenerezza.














