24/02/2008
14:40

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Giulietta, Romeo e gli amici M ed F

Seguendo la nostra rifiorita passione teatrale, che qualche settimana fa aveva subito un brusco sconquasso, ho accettato per ieri sera l'invito degli amici M ed F ad andare con loro al PalaSharp a vedere il Giulietta e Romeo di Riccardo Cocciante. Sarebbero arrivati direttamente con i biglietti, perché una delle tante cugine di lei poteva avere uno sconto.
Appuntamento alle 20 al PalaSharp.
E' andata così.

Ore 17:30
SuperTechMan chiama F per accordarsi sull'appuntamento.
STM: "ciao, tutto ok? allora stasera?"
F: "ciao, guarda, ci incontriamo alle 8 davanti alla palla d'acciaio che scende da un arco, al PalaSharp"

Ore 19:30
Arriviamo al PalaSharp per la prima volta in vita nostra. Il palazzetto è circondato da alte cancellate. I famosi "cancelli" davanti a cui fanno la fila orde di ragazzine impazzite quando ci sono i concerti dei loro beniamini. La biglietteria è accanto ai cancelli. I cancelli si passano solo se in possesso di biglietto, sennò si aspetta fuori.
STM: "ciao F, guarda che qui non c'è nessuna palla d'acciaio pendente da un arco... e a guardar bene, non c'è manco l'arco!"
F: "come no?"
STM: "no... comunque siamo accanto alla biglietteria, ci prendiamo una piadina al volo al 'Ristoro da Giammy'... non puoi sbagliare, è il furgone in cui il forno a microonde ha un'immagine di Cristo appiccicata sopra!"

Ore 19:40
Finita la piadina iniziamo a sentire il freddo umido che entra dal giaccone. Tentiamo di coprirci il più possibile e stiamo vicini-vicini. Passeggiamo su e giù davanti al Ristoro di Giammy e agli altri veicoli carichi di panini. L'odore della salamella cotta sulla piastra si fa nauseabondo.

Ore 19:45
Ho freddo. SuperTechMan ha un principio di assideramento ai piedi. Io ho la pipì.
Arriva un omone alto, anziano, barbuto, con un turbante blu, un camicione bianco lungo fino ai piedi e un crocifisso al collo. Immagine molto strana per un prete cattolico che si definisce "Padre Barbieri". E' attrezzato con striscioni che appende alla cancellata e vicino alla biglietteria, seggiolino, cartelloni con mamme africane che hanno in braccio i loro piccoli, cassetta porta monetine e un megafono. Inizia la sua incessante tiritera: "Un euro per un bambino dell'Africaaaaa... con un euro un bambino mangia un giooornooooo... mettete un euro nella cassettinaaaaa".

Ore 20:00
Ho ancora più pipì. SuperTechMan ha ancora più freddo. Tra la folla che stiamo scrutando da mezzora, ci rapisce la tecnica del bagarino 60-65enne che con fare disinvolto passeggia tra la gente fingendo indifferenza e recitando "coooompra i biglietti compra-compra... coooompra i biglietti compra-compra".
Per ingannare il tempo residuo, che ormai spero essere davvero poco, mando un sms all'amico Endriubazzi: "stiamo andando a vedere Giulietta e Romeo, di Cocciante" e lui risponde: "Giulieeeeeeettttaaaaaaaa ... l'amooooooooooreeeeeeee .... Veeeeroooooooonaaaaaaaaaa". SuperTechMan commenta: "è proprio un artista... che peraltro è anche riuscito ad avere la sua bella fetta di palcoscenico"   ...   "sì, nella chiesa di al Mihàr", aggiungo io divertita.

Ore 20:10
Le voci della folla si fanno più fitte. Sono arrivati due pullman pieni di spettatori.
"Un euro per un bambino dell'Africaaaaa... con un euro un bambino mangia un giooornooooo... mettete un euro nella cassettinaaaaa". "Coooompra i biglietti compra-compra... Coooompra i biglietti compra-compra".
M ed F non ci sono ancora. Io ho una pipì gigante. SuperTechMan chiama F con fare seccato.
STM: "come siete ancora a casa??? Dove siamo noi??? Accanto alle biglietterie da 40 minuti. Dai, vi aspettiamo!". Io mi inferocisco... SuperTechMan inizia a fare training autogeno nel tentativo di controllare il proprio "disappunto".

Ore 20:30.
Nessuna traccia di M ed F. SuperTechMan è blu di rabbia e di ibernazione. Noto che sopra le casse della biglietteria c'è un cartello che dice: "a spettacolo iniziato, non si garantisce l'attribuzione dei posti assegnati con l'emissione del biglietto"... ovvero: spera che quando arrivi non si sia seduto qualcun altro al posto tuo, perché poi vai tu in giro a trovarti un altro sedile, non certo chi è arrivato per tempo!!!
"Un euro per un bambino dell'Africaaaaa... con un euro un bambino mangia un giooornooooo... mettete un euro nella cassettinaaaaa". "Coooompra i biglietti compra-compra... Coooompra i biglietti compra-compra".

Ore 20:51
M ed F non si vedono ancora. SuperTechMan, imbufalito chiama F.
STM: "Senti, noi prendiamo due biglietti ed entriamo. Alle 21 chiudono i cancelli perché inizia lo spettacolo, per cui sarà per la prossima volta!"
F: "Aspetta... sono qui in coda all'ingresso del parcheggio, M si è fiondata giù dalla macchina e sta correndo da voi per darvi i biglietti!"
Il bagarino, che aveva ascoltato la nostra conversazione, si avvicina a me, mentre SuperTechMan è al telefono, e mi dice: "Se volete, ve li vendo a metà prezzo!" ... "No grazie", gli rispondo, con la residua gentilezza che mi è rimasta...
Dopo un secondo spunta M che ci saluta con una cascata di "scusate, scusate, che giornata! scusate, scusate!... ma per fortuna abbiamo i posti numerati", aggiunge incauta... al che la sbrano: "il cartello lì sopra dice che non serve a niente averli numerati se entri a spettacolo iniziato, e poi ho una pipì da storia!!!"
"Voi intanto volete entrare?", chiede, timida...

Ore 20:58
Prendiamo i biglietti da M e la paghiamo subito, per non avere debiti futuri con lei, mai più nella vita! Entriamo e io mi fiondo in bagno, dove c'è una coda infinita! Andiamo poi alla ricerca dei nostri posti, che, naturalmente, erano già stati occupati! Ma per fortuna non tutto il male vien per nuocere. Ci siamo messi in una fila in cui si potevano stendere le gambe senza problema.

Ore 21:00
Inizia lo spettacolo.
Molto bello. Al di là dei testi a volte un po' scarsi di contenuto, le musiche erano davvero trionfali. Qualche perplessità sulla bravura di Romeo (Marco Vito: bella voce, ma a tratti sembrava troppo impegnato a imitare Cocciante, anche nella mimica). Strepitoso Mercuzio (Gian Marco Schiaretti: bellissima voce... bellissimo anche lui!).

Ore 24:00
Termina lo spettacolo.
M ed F, mentre commentiamo, se ne escono con una proposta per le vacanze estive: "Cosa ne direste di andare in Canada insieme in agosto?"

In effetti, il Canada era tra le nostre mete papabili per le prossime ferie, ma piuttosto che andare con loro, dirottiamo sul Giappone!!

23/02/2008
14:48

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Acquisti in Libreria

Mattinata in libreria.
Le ore passate tra gli scaffali hanno portato al seguente risultato:

"In Asia", di Tiziano Terzani
I mille volti di un continente immenso, fra culture secolari e un futuro che è già cominciato.
Editore: Tea

"In Vespa da Roma a Saigon", di Giorgio Bettinelli
Un libro pieno di strade difficili, di gente difficile, di fatiche, ma anche di momenti di sfrenata libertà, di paesaggi indimenticabili e altrettanto memorabili incontri on the road.
Editore: Universale Economica Feltrinelli

"Vado verso il Capo, 13.000 km attraverso l'Africa", di Sergio Ramazzotti
Prima di questo viaggio l'Africa era la mia amante, poi è diventata mia moglie.
Editore: Universale Economica Feltrinelli

"Kitchen confidential", di Anthony Bourdain
Avventure gastronomiche a New York (raccontate da uno chef).
Editore: Universale Economica Feltrinelli

"In un paese bruciato dal sole, l'Australia", di Bill Bryson
L'isola più estesa del mondo e che è anche un continente, l'unico continente che è anche una nazione, l'unica nazione che è nata come una prigione.
Editore: Tea

"Islampunk", di Michael Muhammad Knight
Provate a immaginare una casa-comune negli Stati Uniti piena di giovani punk musulmani e riot-grrrl con burqa. Una miscela esplosiva per un romanzo irriverente, blasfemo e di una irresistibile comicità.
Editore: Newton Compton

"L'albergo delle donne tristi", di Marcela Serrano
Un romanzo dedicato alle ombre dell'anima femminile.
Editore: Universale Economica Feltrinelli


... e ... "dulcis" in fundo:


"Come uccidere il marito (e altri utili consigli domestici)", di Kathy Lette
Perché in fondo in fondo... tutte le donne sognano di uccidere il marito, ogni tanto.
Editore: Baldini, Castoldi, Dalai

17/02/2008
01:38

commenti (13)

teatro indonesiano

A meno che non siate appassionati intenditori di Bob Wilson,
A meno che non siate appassionati intenditori di arte e cultura indonesiane,
A meno che non vi siate fatti una pista di coca,
... potreste avere qualche difficoltà a seguire con attenta lucità "I La Galìgo", uno spettacolo di 3 ore che si presenta come "
uno spettacolo di danza, musica e arti marziali dall'arcipelago indonesiano".

In realtà, di arti marziali, come le intendiamo noi, non c'è nulla (il che ha deluso parecchio SuperTechMan).
Invece, per 3 ... dico T R E ... ore, i personaggi si muovono alla moviola sul palcoscenico, una sorta di muezzin lamenta canti struggenti sottotitolati in italiano sullo schermo attaccato al soffitto, e personaggi vestiti da rana entrano in scena gridando "balà balà".
Fin qui niente di male... se non fosse che una storia che poteva concludersi in 20 minuti, si è protratta in eterno. Perché le rane che fanno "balà balà" non sono entrate in scena una sola volta, ma cento, perché per tre quarti d'ora la principessa alza le mani al cielo e prima di pronunciare il suo rifiuto a sposarsi trema come pervasa dalla scarica elettrica di un fulmine, perché all'inizio dei 10 atti senza intervallo tutti i personaggi sfilano sul palco facendo un passo al secondo e reggendo degli oggetti, con un sottofondo musicale che sembra Fabio Volo che suona il flauto e perché alla fine tutti i personaggi ripetono identica la sfilata, senza oggetti e senza musica.

Risultato:
1. la signora bene seduta accanto a me dopo la sfilata iniziale ha iniziato a fare stretching con il collo
2. la sua amica ha cercato per tutto il tempo di reggersi la faccia con le mani, evitando di appoggiare il mento sul petto e abbandonarsi a un sonno da neonato
3. una famiglia con tre figlie ha lasciato il teatro dopo la prima ora, seguita a ruota da un gruppo di tre amici
4. un signore distinto seduto nelle prime file si è portato su un lato del teatro e, strisciando lungo i muri per non dare nell'occhio, ha guadagnato faticosamente l'uscita
5. una signora con cappello seduta due file dietro di me si è addormentata serenamente, seguita da alcuni altri in sala
6. con la scusa di leggere i sottotitoli appesi al soffitto, tre quarti degli spettatori avevano il collo beatamente appoggiato allo schienale e gli occhi puntati al cielo in attesa di un aiuto divino
7. una ragazza seduta in fondo alla mia fila, in un attimo di silenzio, si è lasciata scappare un sonoro "non ce la posso fare"
8. alcuni ragazzi seduti dietro di noi a fine spettacolo imitavano la principessa colpita dalla scarica elettrica, alzando le braccia al cielo e tremando tutti
9. io ero pervasa da scariche di riso isterico che si presentavano ogni 15 minuti circa, alternate a sbadigli profondi
10. SuperTechMan, alla domanda "che ore sono?", mi ha fatto un cenno con la mano e ha scosso il capo, come per dire: "lascia stare e speriamo che st'agonia finisca in fretta".

10/01/2008
01:37

commenti (6)

leoni per agnelli... capre e cavoli... tre tigri contro tre tigri

questa sera siamo andati a vedere Leoni per Agnelli, il film di Robert Redford con Robert Redford (che, come si dice a Roma, se la canta e se la suona), Merryl Streep (sempre impeccabile) e Tom Cruise (che, in qualunque ruolo, ha sempre la stessa espressione).

è un film non finito, tre storie parallele che si incastrano con un senso un po' tirato, un film senza finale deciso, che rimane sospeso ... è un film troppo corto, che mentre sei lì che pensi "chissà cosa farà, cosa deciderà", escono i titoli di coda.

non mi è piaciuto.