23:00
Gita fuori porta: Treviso
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| Treviso |
Eurostar per Venezia Santa Lucia. Si cambia a Venezia-Mestre e poi si prende un regionale che dopo due fermate arriva a Treviso. Sbattimento medio, ma vale la pena. Da Ferrara, in autostrada, un'ora di macchina.
14:40
Giulietta, Romeo e gli amici M ed F
Seguendo la nostra rifiorita passione teatrale, che qualche settimana fa aveva subito un brusco sconquasso, ho accettato per ieri sera l'invito degli amici M ed F ad andare con loro al PalaSharp a vedere il Giulietta e Romeo di Riccardo Cocciante. Sarebbero arrivati direttamente con i biglietti, perché una delle tante cugine di lei poteva avere uno sconto.
Appuntamento alle 20 al PalaSharp.
E' andata così.
Ore 17:30
SuperTechMan chiama F per accordarsi sull'appuntamento.
STM: "ciao, tutto ok? allora stasera?"
F: "ciao, guarda, ci incontriamo alle 8 davanti alla palla d'acciaio che scende da un arco, al PalaSharp"
Ore 19:30
Arriviamo al PalaSharp per la prima volta in vita nostra. Il palazzetto è circondato da alte cancellate. I famosi "cancelli" davanti a cui fanno la fila orde di ragazzine impazzite quando ci sono i concerti dei loro beniamini. La biglietteria è accanto ai cancelli. I cancelli si passano solo se in possesso di biglietto, sennò si aspetta fuori.
STM: "ciao F, guarda che qui non c'è nessuna palla d'acciaio pendente da un arco... e a guardar bene, non c'è manco l'arco!"
F: "come no?"
STM: "no... comunque siamo accanto alla biglietteria, ci prendiamo una piadina al volo al 'Ristoro da Giammy'... non puoi sbagliare, è il furgone in cui il forno a microonde ha un'immagine di Cristo appiccicata sopra!"
Ore 19:40
Finita la piadina iniziamo a sentire il freddo umido che entra dal giaccone. Tentiamo di coprirci il più possibile e stiamo vicini-vicini. Passeggiamo su e giù davanti al Ristoro di Giammy e agli altri veicoli carichi di panini. L'odore della salamella cotta sulla piastra si fa nauseabondo.
Ore 19:45
Ho freddo. SuperTechMan ha un principio di assideramento ai piedi. Io ho la pipì.
Arriva un omone alto, anziano, barbuto, con un turbante blu, un camicione bianco lungo fino ai piedi e un crocifisso al collo. Immagine molto strana per un prete cattolico che si definisce "Padre Barbieri". E' attrezzato con striscioni che appende alla cancellata e vicino alla biglietteria, seggiolino, cartelloni con mamme africane che hanno in braccio i loro piccoli, cassetta porta monetine e un megafono. Inizia la sua incessante tiritera: "Un euro per un bambino dell'Africaaaaa... con un euro un bambino mangia un giooornooooo... mettete un euro nella cassettinaaaaa".
Ore 20:00
Ho ancora più pipì. SuperTechMan ha ancora più freddo. Tra la folla che stiamo scrutando da mezzora, ci rapisce la tecnica del bagarino 60-65enne che con fare disinvolto passeggia tra la gente fingendo indifferenza e recitando "coooompra i biglietti compra-compra... coooompra i biglietti compra-compra".
Per ingannare il tempo residuo, che ormai spero essere davvero poco, mando un sms all'amico Endriubazzi: "stiamo andando a vedere Giulietta e Romeo, di Cocciante" e lui risponde: "Giulieeeeeeettttaaaaaaaa ... l'amooooooooooreeeeeeee .... Veeeeroooooooonaaaaaaaaaa". SuperTechMan commenta: "è proprio un artista... che peraltro è anche riuscito ad avere la sua bella fetta di palcoscenico" ... "sì, nella chiesa di al Mihàr", aggiungo io divertita.
Ore 20:10
Le voci della folla si fanno più fitte. Sono arrivati due pullman pieni di spettatori.
"Un euro per un bambino dell'Africaaaaa... con un euro un bambino mangia un giooornooooo... mettete un euro nella cassettinaaaaa". "Coooompra i biglietti compra-compra... Coooompra i biglietti compra-compra".
M ed F non ci sono ancora. Io ho una pipì gigante. SuperTechMan chiama F con fare seccato.
STM: "come siete ancora a casa??? Dove siamo noi??? Accanto alle biglietterie da 40 minuti. Dai, vi aspettiamo!". Io mi inferocisco... SuperTechMan inizia a fare training autogeno nel tentativo di controllare il proprio "disappunto".
Ore 20:30.
Nessuna traccia di M ed F. SuperTechMan è blu di rabbia e di ibernazione. Noto che sopra le casse della biglietteria c'è un cartello che dice: "a spettacolo iniziato, non si garantisce l'attribuzione dei posti assegnati con l'emissione del biglietto"... ovvero: spera che quando arrivi non si sia seduto qualcun altro al posto tuo, perché poi vai tu in giro a trovarti un altro sedile, non certo chi è arrivato per tempo!!!
"Un euro per un bambino dell'Africaaaaa... con un euro un bambino mangia un giooornooooo... mettete un euro nella cassettinaaaaa". "Coooompra i biglietti compra-compra... Coooompra i biglietti compra-compra".
Ore 20:51
M ed F non si vedono ancora. SuperTechMan, imbufalito chiama F.
STM: "Senti, noi prendiamo due biglietti ed entriamo. Alle 21 chiudono i cancelli perché inizia lo spettacolo, per cui sarà per la prossima volta!"
F: "Aspetta... sono qui in coda all'ingresso del parcheggio, M si è fiondata giù dalla macchina e sta correndo da voi per darvi i biglietti!"
Il bagarino, che aveva ascoltato la nostra conversazione, si avvicina a me, mentre SuperTechMan è al telefono, e mi dice: "Se volete, ve li vendo a metà prezzo!" ... "No grazie", gli rispondo, con la residua gentilezza che mi è rimasta...
Dopo un secondo spunta M che ci saluta con una cascata di "scusate, scusate, che giornata! scusate, scusate!... ma per fortuna abbiamo i posti numerati", aggiunge incauta... al che la sbrano: "il cartello lì sopra dice che non serve a niente averli numerati se entri a spettacolo iniziato, e poi ho una pipì da storia!!!"
"Voi intanto volete entrare?", chiede, timida...
Ore 20:58
Prendiamo i biglietti da M e la paghiamo subito, per non avere debiti futuri con lei, mai più nella vita! Entriamo e io mi fiondo in bagno, dove c'è una coda infinita! Andiamo poi alla ricerca dei nostri posti, che, naturalmente, erano già stati occupati! Ma per fortuna non tutto il male vien per nuocere. Ci siamo messi in una fila in cui si potevano stendere le gambe senza problema.
Ore 21:00
Inizia lo spettacolo.
Molto bello. Al di là dei testi a volte un po' scarsi di contenuto, le musiche erano davvero trionfali. Qualche perplessità sulla bravura di Romeo (Marco Vito: bella voce, ma a tratti sembrava troppo impegnato a imitare Cocciante, anche nella mimica). Strepitoso Mercuzio (Gian Marco Schiaretti: bellissima voce... bellissimo anche lui!).
Ore 24:00
Termina lo spettacolo.
M ed F, mentre commentiamo, se ne escono con una proposta per le vacanze estive: "Cosa ne direste di andare in Canada insieme in agosto?"
In effetti, il Canada era tra le nostre mete papabili per le prossime ferie, ma piuttosto che andare con loro, dirottiamo sul Giappone!!
12:10
il collega Y, le rotonde e Felisi
"Ciao SuperTechMan, oggi ho voluto sperimentare l'autostrada italiana. Ho preso la A1 e sono andato giù giù attraverso Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, poi sono passato sotto un lungo tunnel e sono uscito a Firenze. Ero incuriosito dagli outlet della zona di cui mi hai parlato, e ho cercato di raggiungerli. Quando sono arrivato c'erano un sacco di cinesi e giapponesi arrivati con i pullman. Gli articoli di pelletteria erano strepitosi e a prezzi molto buoni, ma ho preferito risparmiare per spendere i miei soldi a Ferrara, la patria della pelle. Una cosa però non ho capito: chi ha la precedenza nelle rotonde??? Chi è dentro o chi entra? Ne ho incontrate tante fuori dall'autostrada, e davo la precedenza sia prima di entrare, sia, una volta dentro, a quelli che entravano. Sono difficilissime. Non esistono in Giappone. Pensa che in una sono entrato, ho fatto un giro, due, tre, finché un signore gentile non mi ha dato la precedenza e non mi ha fatto uscire. Sono molto stanco".
SuperTechMan: "emmmeno male che non gli ho detto che gli outlet ci sono pure in Sicilia!!!"
nota: quanto alla convinzione del collega Y relativa al fatto che Ferrara sia la patria della pelletteria, devo dire che forse sono io a non averlo mai saputo: l'amico Endriubazzi -dopo essere stato messo al corrente dalla sottoscritta di questo primato della nostra città- mi ha informato del fatto che ieri sera, su La7, nel settimanale Moda, c'era un servizio in cui si parlava di Felisi!!! Addirittura, un articolo online del 2005 riporta: "Felisi, nata a Ferrara nel 1973 come piccolo laboratorio artigianale di borse, si presenta al suo 32° anno di attività come realtà conosciuta in tutto il mondo".
Non si finisce mai di imparare. Grazie Collega Y.
11:00
Happy Birthday SuperTechMan
Oggi è il compleanno di SuperTechMan.
Auguriiii !!! Smack!
e auguri alla giovin donzella, compagna di Endriubazzi...
19:22
il ragionier ENDRIUBAZZI
ENDRIUBAZZI è un artista. Un cantante, attore, mastro cerimoniere, stilista e architect-inside, che per varie vicissitudini (e forse anche per colpa mia) ha finito per laurearsi in chimica e tecnologia farmaceutica, dopo avere peraltro iniziato anche un corso di profumiere.
Così, da anni, per campare frequenta un laboratorio universitario in mezzo alle cavie, dove gli danno un assegno di ricerca, ma per evadere da questo universo fatto di liquidi e sostanze non meglio identificate, ha dato libero sfogo alla sua creatività così:
PERIODO PRE-ISCRIZIONE UNIVERSITARIA.
endriubazzi. "Ciao, sono irrimediabilmente attratto dalla facoltà di architettura, leggo tutte le riviste di design, adoro l'architettura d'interni, ma avendo fatto ragioneria, forse dovrei orientarmi verso chimica e tecnologia farmaceutica. Tu cosa mi consigli?"
io (senza mai chiedere il nesso tra ragioneria e chimica e tecnologia farmaceutica). "Visto che architettura è a numero chiuso, farei la preiscrizione a chimica e tecnologia farmaceutica, e nel contempo proverei a passare il test d'ingresso ad architettura"
endriubazzi (dopo un po' di tempo). "Ciao, ho passato il test d'ingresso ad architettura, ma forse dovrei fare chimica e tecnologia farmaceutica, anche se architettura mi appassiona molto. Tu che ne pensi?"
io (rassegnata). "Hai ragione, chimica e tecnologia farmaceutica è senz'altro meglio"
endriubazzi (dopo un altro po' di tempo). "Sai, un possibile sbocco che potrebbe offrire la facoltà di chimica e tecnologia farmaceutica è verso il settore cosmetico... per cui ho cominciato un corso per diventare profumiere..."
io. "Ah..." (per la cronaca: il corso è stato abbandonato di lì a breve)
PERIODO CANTA-CHE-TE-PASSA.
ENDRIUBAZZI, con il nome d'arte di "Andrello", viene costretto da me e dalla Bionda a partecipare a una rassegna canora "a base di" karaoke organizzata da un locale della città. Il nostro scala la classifica e raggiunge posizioni insperate, che lo inducono a convincersi che questa è senz'altro la sua strada. E' in questo periodo che si avvicina a un noto gruppo teatrale cittadino, specializzato nella realizzazione di musical in lingua inglese. Viene reclutato come cantante-ballerino-attore e parte per la tournée. Il tour, che tocca numerose città italiane, con la partecipazione anche di autentiche star del balletto internazionale, tra cui André de la Roche, riesce ad avere la possibilità di esibirsi anche negli States. A Chicago (e dove sennò?), ENDRIUBAZZI dà il meglio di sé. Al rientro dagli Stati Uniti d'America, ENDRIUBAZZI è una star richiestissima: veste i panni del messo banditore (aka "ApeMaia") nel Palio cittadino, recita in dialetto sui palcoscenici di tutta la provincia e intraprende una proficua carriera canora nel coro della parrocchia.
CANADIAN TRANSFER.
Dopo la laurea, ENDRIUBAZZI fa il salto di qualità: l'Italia per lui è troppo piccola... così vola a Toronto a fare ricerche, ricerche, ricerche scientifiche in uno degli ospedali universitari della città. Pur rimanendo in Canada per 3 anni, non è dato a sapere a cosa le sue ricerche abbiano condotto... fatto sta che, al suo rientro, il nostro è fidanzato con una dolce donzella conosciuta anni prima a chimica e tecnologia farmaceutica (!). Quando lui rientra dal Canada, la dolce donzella decide di partire per Montreal (!), dove rimarrà per un annetto. Al rientro della dolce donzella, i due decidono di convivere.Tutto è bene quel che finisce bene.
CERIMONIE E ABITI NUZIALI.
Nel 2005, in occasione del mio matrimonio, ho chiesto a ENDRIUBAZZI, la cui vena artistico-creativa non si è mai sopita, di vestire i panni del mastro-cerimoniere. In cotal guisa ENDRIUBAZZI ha, nell'ordine:
- disegnato il mio abito nuziale (tanto che nell'atelier superaltamoda cui mi sono rivolta per il confezionamento, ora hanno un modello che porta il suo nome)
- curato il mio total look con preziosi consigli su acconciatura e accessori
- curato l'addobbo della chiesa (non avrei mai immaginato esistessero i rami di nocciolo ritorto e gli ikebana, se non fosse stato per lui)
- realizzato una minuziosa piantina stradale con le indicazioni su come raggiungere la chiesa, il ristorante e gli agriturismo dove avevano pernottato alcuni ospiti
- conservato i 3 (dico 3!) cellulari di mia proprietà, con l'ingrato compito di rispondere agli eventuali ospiti che si fossero persi per strada
- coordinato i tavoli dei commensali che, all'ultimo momento, hanno pensato bene di cambiare posto rispetto a quello loro assegnato -con mio principio di isteria, prontamente sedato dallo stesso ENDRIUBAZZI-
- pensato alcuni scherzi per gli sposi, tra cui una 2CV completamente arrotolata nella carta igienica e piena di palloncini, guidata da quel folle del suo legittimo proprietario, altro amico storico (anche lui laureato in chimica... chissà com'è?!) di lamorachevola
- cantato, naturalmente, per la mia cerimonia, riscuotendo un successo insperato, che lo porta ancora oggi a esibirsi per altri giovani nubendi
IL FUTURO.
C'è ancora un desiderio che ENDRIUBAZZI non ha ancora coronato. Quello di occuparsi di architettura d'interni. Così, non appena riusciremo a trovare la casa perfetta, nella zona perfetta, a una perfetta distanza dai mezzi pubblici, in un contesto signorile perfetto e armonioso, con il terrazzo perfetto e le finiture perfette, al piano perfetto, con il garage perfetto, sarà allora che l'estro di ENDRIUBAZZI potrà dare il meglio di sé, suggerendo mobili, disposizioni, ritocchi, stucchi, colori, ricavando spazi, creando gradini, zona notte, zona giorno, angolo movie, bagni con docce e vasche, camere da letto, lavanderia, addobbi, arredi, candele, luci diffuse, cucina elegante ma funzionale e rintracciando piante esotiche per l'immenso terrazzo. Lo so. Dovrò fare in modo che l'appartamento perfetto abbia una camera per gli ospiti, con bagno privato, solo per lui. :-)
i protagonisti del post:

















