17/02/2008
01:38

commenti (13)

teatro indonesiano

A meno che non siate appassionati intenditori di Bob Wilson,
A meno che non siate appassionati intenditori di arte e cultura indonesiane,
A meno che non vi siate fatti una pista di coca,
... potreste avere qualche difficoltà a seguire con attenta lucità "I La Galìgo", uno spettacolo di 3 ore che si presenta come "
uno spettacolo di danza, musica e arti marziali dall'arcipelago indonesiano".

In realtà, di arti marziali, come le intendiamo noi, non c'è nulla (il che ha deluso parecchio SuperTechMan).
Invece, per 3 ... dico T R E ... ore, i personaggi si muovono alla moviola sul palcoscenico, una sorta di muezzin lamenta canti struggenti sottotitolati in italiano sullo schermo attaccato al soffitto, e personaggi vestiti da rana entrano in scena gridando "balà balà".
Fin qui niente di male... se non fosse che una storia che poteva concludersi in 20 minuti, si è protratta in eterno. Perché le rane che fanno "balà balà" non sono entrate in scena una sola volta, ma cento, perché per tre quarti d'ora la principessa alza le mani al cielo e prima di pronunciare il suo rifiuto a sposarsi trema come pervasa dalla scarica elettrica di un fulmine, perché all'inizio dei 10 atti senza intervallo tutti i personaggi sfilano sul palco facendo un passo al secondo e reggendo degli oggetti, con un sottofondo musicale che sembra Fabio Volo che suona il flauto e perché alla fine tutti i personaggi ripetono identica la sfilata, senza oggetti e senza musica.

Risultato:
1. la signora bene seduta accanto a me dopo la sfilata iniziale ha iniziato a fare stretching con il collo
2. la sua amica ha cercato per tutto il tempo di reggersi la faccia con le mani, evitando di appoggiare il mento sul petto e abbandonarsi a un sonno da neonato
3. una famiglia con tre figlie ha lasciato il teatro dopo la prima ora, seguita a ruota da un gruppo di tre amici
4. un signore distinto seduto nelle prime file si è portato su un lato del teatro e, strisciando lungo i muri per non dare nell'occhio, ha guadagnato faticosamente l'uscita
5. una signora con cappello seduta due file dietro di me si è addormentata serenamente, seguita da alcuni altri in sala
6. con la scusa di leggere i sottotitoli appesi al soffitto, tre quarti degli spettatori avevano il collo beatamente appoggiato allo schienale e gli occhi puntati al cielo in attesa di un aiuto divino
7. una ragazza seduta in fondo alla mia fila, in un attimo di silenzio, si è lasciata scappare un sonoro "non ce la posso fare"
8. alcuni ragazzi seduti dietro di noi a fine spettacolo imitavano la principessa colpita dalla scarica elettrica, alzando le braccia al cielo e tremando tutti
9. io ero pervasa da scariche di riso isterico che si presentavano ogni 15 minuti circa, alternate a sbadigli profondi
10. SuperTechMan, alla domanda "che ore sono?", mi ha fatto un cenno con la mano e ha scosso il capo, come per dire: "lascia stare e speriamo che st'agonia finisca in fretta".