06/05/2008
00:12

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Hara-Kiri per la Castella scaduta

Oggi il Collega Y, di ritorno dal Giappone, la sua terra natia, ci ha portato un gentile presente.
Si chiama Castella, ed è una torta tipicamente giapponese, portata fin laggiù dai portoghesi, nel Seicento.
Storia strana.
Di fatto in inglese la si definirebbe una "sponge cake", ovvero una torta spugnosa, ma così spugnosa, che è meglio mangiarla con del gelato, per esempio, per agevolarne la deglutizione e scongiurare il soffocamento.
Sulla confezione c'erano tanti disegnini giapponesi e due dati riconoscibili:
410 g.
e
08.05.07

ora... il primo era senz'altro il peso, ma se l'altro dato si riferiva alla data di scadenza, significava forse che stavamo per mangiare una torta scaduta un anno fa?
Leggendola "all'italiana", infatti, la scadenza sembrava l'8 maggio dell'anno scorso. Anche volendola leggere "all'americana", la situazione non migliorava: 5 agosto, ma sempre dell'anno scorso.
I giapponesi dovrebbero però leggere da destra a sinistra, quindi 7 maggio del 2008 (domani!), ma allora perché il peso è scritto da sinistra a destra??

Per far luce sull'arcano, SuperTechMan ha fotografato l'etichetta con il cellulare e ha mandato una richiesta di informazioni al Collega Y... che non ha ancora risposto.
Temiamo di aver consumato un dolce scaduto e che il Collega Y, per il disonore, abbia fatto hara-kiri!

20/04/2008
00:49

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Japanese Experience in Milan

La cucina giapponese non è solo sushi e sashimi. Soprattutto, non è solo pesce. E ieri sera il collega Y ci ha invitati in quello che lui reputa essere il miglior ristorante giapponese di Milano, per una vera Japanese Experience.
Il ristorante si chiama Kushi, che significa "spiedino". Lo chef è giapponese, la signora all'ingresso è giapponese, la clientela è in gran parte giapponese. I camerieri italiani, sudamericani, statunitensi, francesi e tedeschi.

Il collega Y inizia a ordinare: Niku Jaga, Higiki, Corocche, Kushi, Renkon, Hotate, Castella, Ogura Ice Cream.
Ci spiega tutto, piatto per piatto: alghe, manzo e uova, carne con patate e carote, cappe sante, spiedini, gelato al tè verde e ai fagioli rossi, sponge cake, ma inciampa su Rinkon.
Non sa come spiegarlo e neanche il suo fido traduttore elettronico gli viene in aiuto. Così, nel suo faticoso italiano, chiede al cameriere: "come dite in italiano 'rinkon'?" e il cameriere: "ah, noi se dice rinkòn, es un tùbero, no tenemos parola para dire rinkòn in italiano, es una pianta, como una nostra patata". Quando ho spiegato al Collega Y che il cameriere era sudamericano, è scoppiato in una rumorosa risata. Tornando serio, ci ha chiesto come avevamo fatto a capirlo...

A fine cena, il consiglio clou della serata: non quello di ricordare il nome di qualche piatto in giapponese, per fare bella figura la prossima volta, ma l'invito ad andare in bagno.
Sì. Nel bagno di Kushi ci sono water importati dal giappone e installati da un'azienda giapponese, per offrire agli avventori una vera Nippon Experience, anche senza andare in Giappone.
Il water giapponese ha la tazza calda. Una resistenza elettrica scalda il sedile per dare il necessario conforto, è il caso di dire, nel momento del bisogno. Non solo. Accanto al water giapponese c'è un display. Il display ha quattro pulsanti. Una volta portato a termine il compito per cui ci si è seduti sulla tazza, schiacciando "rear wash", un getto d'acqua tiepida viene sparato direttamente nella parte posteriore. "Front wash", invece, annaffia davanti. Il "dryer" asciuga il tutto e con lo "stop" si regolano le durate dei vari comandi. L'acqua del lavandino, invece, è gestita da un sensore che si sfiora con una mano.

Sono rimasta in bagno mezzora e quando ho aperto la porta c'era una lunga fila in attesa.
Purtroppo, era il bagno degli uomini... tanto era intuitivo il display del water-bidet, quanto era stilizzato e poco chiaro il simbolo sulla porta.

23/03/2008
23:17

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E' iniziato il periodo etnico.

La cucina giace esanime nella stanza in cui ha svolto il suo lavoro per oltre 20 anni.
Forno e fornello non funzionano più. In un momento di lucida follia abbiamo deciso di comprare un fornelletto da campo e una padella elettrica per sopperire e sopravvivere allo smantellamento, ma nel profondo del nostro cuore sapevamo che in realtà tra lo smaltimento della cucina vecchia e il montaggio della nuova ci sarebbe stato per noi un lungo periodo di cene al ristorante. Un periodo che SuperTechMan ha battezzato "il nostro periodo etnico".
Abbiamo infatti iniziato stasera con il Giapponese, scegliendo, pur con scarsa convinzione, quello più vicino a casa nostra.
Eravamo scettici perché fino a qualche mese fa in quel locale c'era un ristorante cinese.
Eravamo scettici perché la faccia del cuoco che avevamo visto uscire una volta dal locale a SuperTechMan sembrava cinese.
Eravamo scettici perché SuperTechMan non mangia pesce e c'erano solo due piatti di pollo.
Però siamo entrati ugualmente e ci hanno fatti accomodare nel "tatami", un gazebo di legno e tetto in paglia sopraelevato, piazzato in mezzo alla stanza.

lamorachevola: "ma il tatami non era un letto?"
SuperTechMan: "te l'ho detto che so' cinesi!"

Ci portano il menu. Io scelgo uno "Yakimeshi", descritto come "riso saltato con gamberi e verdure" e mi portano un liso cantonese... SuperTechMan prende un "Wasabe" e gli servono alghe flitte... al che decidiamo di provare con il dolce.

lamorachevola: "bignè di riso con adzuki"
SuperTechMan: "gelatina di adzuki con gelato al tè verde"
cameriera: "bene"
lamorachevola: "scusi, ma l'adzuki... ehm... esattamente cos'è?"
cameriera: "clema di fagioli lossi!"
lamorachevola: "ah!"

Domani reclutiamo il Collega Y e proviamo un giapponese in centro...

01/12/2007
11:36

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il collega Y e gli "italian caloriferi"

Driiiiiiinnnn.

SuperTechMan: "Oh, hi Y, how do you do?"

Y: (...)

SuperTechMan: "mmmm, in general if you turn right, it's closed, if you turn left it's open..."

Y: (...)

SuperTechMan: "mmmm, do you know if it's centralized? ... yes, centralized means you don't decide on your own... it's the building that has put a timer..."

Y: (...)

SuperTechMan: "yes, there should be a legenda... A stands for Aperto (Open), C stands for Chiuso (Closed)... yes, ok, ciao"

io: "Ma che succede?"

SuperTechMan: "Y se sta a cccongelà! Ha i termosifoni freddi! Gli ho spiegato del riscaldamento centralizzato..."

io: "Ma chissà com'è da loro in Giappone?"

SuperTechMan: "Eh, lui vive in una casa di 50 metri quadri, piccolissima..."

io: "si, vabbè, ma mica c'avrà il bue e l'asinello, no???"

27/10/2007
19:30

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Tokyo nascosta

Oggi dovevamo volare in Giappone, per lavoro. Purtroppo per rimbalzi burocratici la trasferta è stata sospesa. Con me e la troupe doveva venire anche SuperTechMan.

Oggi, fatalità, una nuova rubrica di approfondimento in onda su RaiUno, intitolata "Moda e Oriente", condotta da Amy Chow, ha trasmesso uno speciale sulla capitale nipponica.

Abbiamo così scoperto che:

  • le ragazzine di Tokyo escono di casa vestite da brave ragazze, portando con loro trolley voluminosi contenenti abiti dark, borchie, smalti neri, calze a rete strappate, o in alternativa, fiocchi rosa, gonne a balze, maschere di cartoni animati e cerchietti con orecchie di gatto. Entrano nei fast food, si cambiano, si truccano e incontrano le loro coetanee in un parco della città, che in brevissimo tempo assume un'aria del tutto surreale e si popola di fotografi in cerca di scatti originali. I genitori non sospettano nulla... (ma la valigia??? mah!)
  • a Tokyo è possibile incontrare gente che con il proprio cellulare fotografa i tronchi degli alberi. Avvicinandovisi si scoprirà che queste persone fotografano cartelli in cui sono appiccicati delle specie di codici a barre indecifrabili a occhio nudo ("i QR codes!!!", ha esclamato, quasi sbavando, SuperTechMan). Si tratta di "codici", appunto, contenenti informazioni sul quartiere in cui sono stati disseminati. Informazioni che il cellulare renderà in forma comprensibile.
  • in buona parte di Tokyo non esistono né indirizzi, né nomi delle strade, né numeri civici (la città ideale di SuperTechMan, che se fa due giri su se stesso non sa più dov'è e accende il TomTom)... su ogni palazzo ci sono invece delle scritte in cui viene reso noto cosa si trova al suo interno ... (ma le abitazioni??? mah!)

Mi fa un po' paura.

15/10/2007
14:55

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il monte Fuji in soggiorno

Mille pezzi. Il puzzle con i mille pezzi più piccoli del mondo è arrivato a casa nostra 3 settimane fa, direttamente dal Giappone. Raffigura una veduta sul Monte Fuji che si specchia in un laghetto, sulle cui rive sorgono 3 capanne, identiche tra loro, anch'esse specchiate nel laghetto. Colori dominanti: blu e verde, con larga parte di marrone. I pezzettini, tutti della stessa forma. E' un regalo da parte di Y, il collega giapponese di SuperTechMan.

Due settimane fa ho finito il cielo. SuperTechMan l'ha riferito a Y e lui, ridendo, ha espresso un "hahaha, tutto blu... hahaha".

Poi, l'entusiasmo iniziale è andato un po' sfumando e il puzzle itinerante ha iniziato a girare per casa durante le pulizie: sulla scrivania mentre pulivo i vetri, sul puff mentre spolveravo i mobili, in cucina mentre lavavo i pavimenti.

Così, ho deciso per un rush finale che doveva farmi ultimare il capolavoro entro il weekend. E così è stato. Al termine gli ho spalmato sopra la colla lucidante sulla cui bustina erano scritte le istruzioni in giapponese. SuperTechMan lo ha riferito a Y, il quale ha commentato: "felice di saperlo".

Una volta incorniciato, farà bella mostra di sé in soggiorno, con la scritta "Y and lamorachevola"  in giapponese.

28/09/2007
15:58

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il giappone secondo me... il giappone secondo Y

Ieri sera, a cena con Y, il collega giapponese di SuperTechMan, ho sfoggiato un elenco nutrito di luoghi comuni sui nipponici, raccolti tra colleghi e amici che dicono di essere andati e aver toccato con mano.

Così, ho fatto una discreta figura di merda... anzi tre (almeno!)

 

LUOGO COMUNE # 1

io: "ma è vero che a Tokyo anche i pedoni devono osservare il senso di marcia, per cui tutti quelli che vanno da sinistra a destra stanno su un marciapiede e quelli che vanno da destra a sinistra, sul marciapiede opposto?"

Y: "hahahahahahahah. No... sennò se io esco da mia casa, devo andare con flusso di gente in direzione anche se non voglio, tutti i giorni giro isolato per andare dalla parte opposta... hahahahaha"

io, (tra me e me, con sorriso di circostanza): KRETINA!!!

LUOGO COMUNE # 2

io: "mi hanno detto che pulirsi il naso in pubblico, per i giapponesi è segno di grande maleducazione"

Y: "hahahaha, noooo... anziani uomini pensano magari che donna non deve farlo. Per uomo ok, invece. E oggi giovani non c'è problema"

io, (tra me e me): EDDDUUEEEE!!!

LUOGO COMUNE # 3

io: "un'amica è stata a Tokyo e mi ha detto che si è addormentata sulla metro con le cuffie e la musica alta e una volta arrivata al capolinea, il controllore non sapeva come fare per svegliarla, perché nella vostra cultura toccare un'altra persona è scortese e non si fa"

Y: "hahahahahah... così lascia sempre signora addormentata in magazzino... hahahahaha"

io, (tra me e me): MANCO QUESTA!

 

SuperTechMan: "amò, famo che c'annamo e vedemo noi, eh?"

28/09/2007
15:33

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la signora M ha capito tutto dalla vita!

Y, il collega giapponese di SuperTechMan, è tornato in Italia. Rimarrà qui per un tempo massimo di 3 anni.

La moglie, M, che lavora nella stessa azienda, lo raggiungerà dal prossimo anno, prendendo un periodo di aspettativa pari al periodo di lavoro del marito. L'azienda, in questo periodo, le conserverà il diritto a rientrare in azienda quando tornerà in Giappone, anche se non necessariamente nello stesso identico ruolo, purché lei, qui in Italia, non lavori. Pertanto, siccome la signora, per 3 anni, starà qui a Milano, Y sta cercando casa in un quartiere in cui già vivono altri giapponesi con signore al seguito, di modo che la ragazza possa incontrare agevolmente le altre donne, andare a fare shopping con loro, chiacchierare in giapponese con loro e intrattenersi con loro per il tè del pomeriggio o (magari) per ubriacarsi con il Sakè!

Visto che SuperTechMan lavora per la stessa azienda, non capisco davvero perché non possa andare anche io a fare la "signora-bene" tutta chiacchiere e shopping a Tokyo per 3 anni!

27/07/2007
19:41

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Japanese SuperTechMan

Una parte dell'azienda in cui lavora SuperTechMan è stata acquistata l'anno scorso da una società giapponese.

In quel periodo, per un anno, il collega Y è stato per SuperTechMan fonte di grande interesse.

Il collega Y fotografava i piatti di pasta al ristorante e li riproduceva a casa sua. Andava a Roma e gli portava bellissime immagini della città natale (SuperTechMan in fondo è un nostalgico) e una volta rientrato in Giappone, al collega Y è anche capitato di chiamare all'una di notte, mentre lui era in ufficio. SuperTechMan gli ha risposto che qui era notte e lui, distratto, per scusarsi ha ripetuto mille volte un accorato "I'm sorry", facendo probabilmente altrettanti inchini di fronte al cellulare.

Il collega Y è un personaggio così interessante, sia sotto il profilo personale sia per la sua cultura, così distante dalla nostra, che SuperTechMan, per comprenderlo appieno, ha deciso di studiare il giapponese.

Niente libri, niente lezioni su cassette o via web. SuperTechMan studia il giapponese scaricando i relativi Podcast (ultima frontiera della comunicazione).

Ora SuperTechMan sa dire "SuperTechMan toi màs" (mi chiamo SuperTechMan), "arigatò" (grazie), "kon ban uà" (buonasera) e "hay" (sì).

Oggi SuperTechMan ha imparato una nuova parola: "mi piace"...

io: "e come si dice?"

SuperTechMan: "Daik....Daiki....Dik.... non mi ricordo più, però so dire "capitale originaria"

io: "ah, e come si dice?"

SuperTechMan: "Kyo-To"

Vabbè, Kyoto lo sapevo dire anch'io...